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ecchime

Uh amichetti miei non sono scomparsa eh! e non ho nemmeno problemi tali da aver scelto di abbandonare il blog. E’ il tempo che manca.

Sto lavorando tantissimo, durante il giorno non riesco ad avere un minutino per me, devono scrivere di altro, leggere, correggere, telefonare, incazzarmi, riordinare la scrivania sommersa di scartoffie e respirare. La sera, quando arrivo a casa c’è l’omino profumato, la cena da preparare, una doccia, una lavatrice da caricare e diritto da studiare per questo concorso maledetto. Se lo passo resto a lavorare qui, se non lo passo da febbraio sono senza lavoro. Considerando che ci sono pochissimi posti e 1500 domande di partecipazione la vedo piuttosto dura.

Io intanto studio e mi occupo dell’omino senza il dente del giudizio, voi pensatemi tra pennarelli colorati e quadernoni a righe :-)

bacini

 

sgrunt

…a volte il filo su cui cammino, rattoppato, annodato, ricucito e reso - oggi - splendente, si fa più teso e io, che non sono capace di camminare con un piede davanti all’altro ma sembro paperina, indugio, mi fermo e lo stomaco si contrae.

Non pensavo che amare così tanto potesse generare nuove insicurezze e che io non fossi capace di razionalizzare gli avvenimenti e le parole. Invece mi trovo a fare i conto con un’eredità lasciatami da profonde ferite, oggi cicatrici, che ogni tanto - forse quando piove, come i dolori articolari - spurgano vecchi retaggi emozionali e mi mettono di fronte alle mie debolezze.

Ho paura di perdere quello che ho, di non essere all’altezza, di non essere abbastanza attraente, di non fare il possibile per darmi, per rendere felice chi mi sta accanto. Ascolto i discorsi di matrimoni, di storie finite, percepisco intorno a me la “normalità” di avere un altro o un altra al di fuori del rapporto, chiamiamolo “ufficiale”. Sento le donne e gli uomini che raccontano che non può durare, che le donne devono essere sempre belle per i loro compagni, che chissenefrega dei pavimenti, meglio un baby-doll, che l’abitudine e il vivere insieme tranciano le passioni, che alla fine si cerca sempre qualcos’altro.

E io ho paura, perché non voglio credere a tutto questo, perché penso che noi siamo diversi, che tu sei speciale e hai scelto me e allora non può che andare bene.

E poi mi addormento alle dieci sul divano e tu mi lasci dormire, con il pigiama di hello kitty e i miei vestiti spiegazzati sulla sedia. Tu che hai lavorato, hai fatto mille commissioni e nel frattempo hai steso, lavato i pavimenti, stirato. Tu che sei completamente autosufficiente e io che non lo sono, perché se non ci fossi tu a fare le lavatrici probabilmente avremmo la roba pulita solo la domenica sera. E allora penso che forse ti stuferai di tutto questo e che sarebbe meglio avere accanto una donna che badi perfettamente alla casa e sia sempre passionale e coccoli in ogni modo il suo uomo.

Sei tu quello delle sorprese, quello che cucina meglio, quello che si occupa delle bollette, quello che fa il padre e l’amico e il compagno, quello che mette le mie esigenze sempre al primo posto e non mi fa mai pesare nulla.

Io sono quella che lascia tutto in disordine, che quando cucina una frittata sporca cinquecento pentole, che fa fondere la plastica nel forno, che perde i documenti, che non riesce a raccogliere la cacca di jiji senza un conato di vomito.

MI sento sempre in difetto, ho continuamente in testa una voce che mi dice “sì, anche questa volta hai mancato”…eppure tu non dici mai nulla, non ti mostri infastidito, non ti arrabbi mai. E allora penso, ecco non si arrabbia perché non vuole ferirmi, ma forse vorrebbe farlo e poi non lo fa perché conosce le mie fragilità, lo fa per proteggermi.

Io con l’omino profumato non ce l’ho la corazza e le paranoie, qualche volta, spuntano.

E pensare che ho appena comprato un paio di tacchi bellissimi ;-)

…. …… ……

sono stanca, stanca e incazzata, stanca e schifata, stanca e delusa, stanca e senza più stimoli.

Non posso scriverne, non posso nemmeno parlarne, ma vi assicuro che l’unica cosa che vorrei è svegliarmi domani e non venire a lavorare qui, ma fare qualunque altra cosa…preparare torte per una pasticceria, andare nell’orto con mia madre e fare marmellate, dipingere i mobili. Preferirei ritornare a cinque anni fa, quando lavavo i piatti al bar e aiutavo il cuoco e servivo ai tavoli.

Volevo solo il rispetto, per me e per il mio lavoro.

Ma si sa, io vivo nelle favole, e non sono fatta per mordere.

Se qualche pasticceria cerca fate un fischio.

Je suis ici!

Mais bonjour mes amis! Il tempo che passa è schifido come le cimici che si aggrappano alle lenzuola stese e qundo stiri senti “ciiiic” e puzza di cimice stirata. Perciò questo postino è stato scritto in malo modo, a pezzi e con fatica. Ma tant’è. Prometto un raccontino sullo shopping (ringrazio zauber per la consulenza preziosissima) e anche sull’attacco di cagarella che mi è venuto sugli Champs Elisées.

Eccomi di ritorno da quattro giorni meravigliosi in compagnia di tre amiche altrettanto splendide. Una di loro fra tre settimane impalmerà il suo fidanzato sull’altare, perciò potevamo noi tre non organizzarle a sorpresa un voyage in terra franscese?? Abbiamo organizzato il tutto un mesetto fa, treno prenotato, hotel in zona Folies Bergeres, mamma della sposa allertata per preparare di nascosto la valigia, permessial lavoro richiesti e ottenuti anche per lei. E poi con una scusa appuntamento alla stazione giovedì pomeriggio e lei, fino al binario che ci avrebbe condotto alla Gare de Lyon, non ha capito nulla. E poi via verso Pariiiiiiiis.

Bellissimo leggerle negli occhi l’emozione della sorpresa, vedere le lacrimine scendere mentre dopo cinque minuti di viaggio noi mangiavamo già i panini preparati per la cena :-)

E così eccole lì, quattro fanciulle che oggi hanno le vesciche nei piedi, dolori in ogni muscolo del corpo causa camminate selvagge senza sosta, piccole ustioni dal sole (c’erano almeno 35 gradi e noi - ovviamente - non avevamo nulla di leggero) e il sorriso perennemente stampato in faccia.

Ne abbiamo parlato di questo, del sorriso e dell’allegria…non è facile condividere ogni istante - anche se solo per quattro giorni - e non avere mai un contrasto, nemmeno uno minuscolo.  La cosa più bella, secondo noi, è che questa serenità non è stata determinata soltanto dall’accettazione reciproca, che ci ha portato a passare sopra a malumori o scazzi, ma proprio dal fatto che malumori e scazzi non ce ne sono proprio stati. Mai una parola fuori posto, mai un sorriso forzato, mai niente che non fosse una risata continua o pensieri profondi espressi con il cuore.

Sveglia sempre prestissimo per goderci Parigi nelle prime ore del mattino, senza troppa folla in giro, mangiando croissant al burro e panini al burro. Yuppie! Era la terza volta che vacanzeggiavo lì ma la prima con le amiche e, soprattutto, in primavera.

Adoro questa città. Mi piace vedere i ponti sulla Senna decorati, gli alberi che spuntano ovunque e nascondono le piazze, i quadri - tanti tantissimi - del marais e di montmartre, mi piace sentire la fisarmonica per strada e vedere i turisti con gli occhi all’insù sotto la tour.

La cosa che amo di più, però, sono i colori; mi ricordano i paesi del sud (italia, europa, america…fate voi) mischiati al grigio tipico delle città industrializzate, con quel tocco d’oro che caratterizza tutte le meraviglie monumentesche. Tutto mi sembra azzeccato negli infiniti dettagli…dai rigoli d’acqua che costeggiano i marciapiedi, alle scritte che indicano la metropolitana, dalle porte dei negozi, colorate, alle case, stupende stupendissime.

E adesso sono qui, in questa Torino che ha paura della primavera vera e mi fa uscire con l’impermeabile, le calze a pois e le ballerine rosse. Ovviamente con la borsa porta-pranzo fuxia, glitterata, in ricordo delle mie mani bucate oltr’alpe :-)

 

Oh là!

Dare le pari opportunità alla Carfagna mi sembra un atto innovativo, progressista e moderno.

Basta con i disabili! Basta con le lesbiche e i gay! Basta con le religioni diverse da quella cattolica! Basta con le donne normali!

La Carfagna, ex starlette culo-tette, calendario e fidanzato famoso compresi, merita un’opportunità.

Appunto. Un’altra mossa ad personam.

Bacini amichetti miei, me ne vado a parigi :-) buon week-end!

Dicono porti bene

..e così ho compiuto gli anni. 28 primavere sì, perché maggio è il mese delle rose e mi piace pensare di avere il cuore piantato lì, in mezzo ad un roseto dalle mille sfumature, profumato e carnoso come solo una rosa fanciulla sa essere.

Ho fatto tantissime cose nel fine settimana, oltre ad essere invecchiata naturalmente.

Ho cambiato la residenza…e l’ho fatto nel giorno del compleanno. ciao ciao paesello, ora diventerò una di quelle belle signore torinesi ingioiellate e con la puzza sotto il naso??? Naaa, nel mio cuore continuo a vedere il trombettista pazzo che suona in piazza ad ogni ora della notte, il franco che beve negroni a colazioni, la forchettina che grida “fooool” a chiunque le passi davanti, la panettiera dai rossi capelli, le tabaccaie matte, il bar della mia adolescenza, il treno che ha accompagnato le mie notti, i gatti, i cani, il giardino, il campanile e la bicicletta blu.  Io sono anche tutte quelle cose lì, insieme alla mia nuova casa e all’omino profumato, a jiji e alle pareti rosa pesco.

Bellissimo sabato mangiare nei piatti a fiori e bere il caffé nelle tazzine lilla…bellissimo farlo su quel tavolo e in quelle stanze che ora hanno tutto quello che mi appartiene, amore e serenità compresi.

Op mi ha portata fuori a cena…per la prima volta da non ricordo più quando non è piovuto. La serata era calda, la mia mano illuminata da un bellissimo anello d’argento (gentilmente posato sul mio dito dal solito galantuomo dell’omino) (per il vestitino fru fru a-d-o-r-a-b-i-l-e attendo un clima più consono), la sorpresa di trovare tutti gli amici a scolare mojito nel mio locale preferito cucù! taaaanti auguriiiiiiii a teeeeeeeeee (sorpresa gentilmente organizzata dal solito sorprendente omino).

E poi l’assemblamento dei pezzi in casa (pensili appesi grazie alla collaborazione di any e pipuffa, che se fosse stato per me, sarei ancora lì a cercare di sollevarli con l’ernia a penzoloni), vestiti finalmente nell’armadio (sì, quello crollato ma per ora sta su ;-)

E jiji che fa pipì nel letto e poi ti sveglia con un silurino di cacca sulla federa come per dirti “hey! hai visto quanto ho apprezzato la cena??!”. Peccato non averlo visto, femmina com’è ha pensato bene di fare la ruffiana solo con omino (evvaiiiiiiiiiiiiiii)

E pensare che il primo maggio non era stato affatto grandioso…gita in campagna, al giardino dei miei, con parentado tutto, torte in abbondanza (date le mie primavere e quella della verdenonna), sole, griglia yuppie….

appena arrivati jiji è caduta tutta, testa compresa nella vasca del letame liquido. L’ho presa poco prima di vederla nuotare a rana con il costume olimpionico. Ovviamente l’ho tenuta in braccio (con scrollamento compreso) fino alla pompa dell’acqua, ma per le cinque ore successive io e lei siamo state escluse dalla festa. Mai sentito un odore così forte.

Mai avuto pantaloni, calze, scarpe, capelli, maglia così pieni di merda.

ps. la torta del post precedente era deliziosa!

 

E alla fine…

…vs e op hanno traslocato :-)

quattro giorni di delirio, sudore, muscoli di omino ringalluzziti dallo sforzo di trasferire 20 scatoloni pieni di minchiate (mie), borsoni di abiti, buste e bustine piene di cianfrusaglie e mobili.

Tanti e pesanti. Su per le scale al sesto piano, ascensore troppo piccolo, op stremato.

Io intanto ho avviato un processo di beatificazione per la Any, che tra uno scrittore fico e un piatto di cozze, ha versato il suo sudore per la nobile causa (grazie davvero), per amica C, che non soltanto si è fatta un mazzo pazzesco per noi, ma ieri ha rischiato la vita quando il pax ikea appena montato ha deciso di frantumarsi al suolo, tra gli occhi lucidi di noi tre. Amen, con la colla millechiodi abbiamo aggiustato la baracca. Gli ospiti che dormiranno nel letto sotto l’armadio sono avvertiti eh!

Santo subito anche l’amico D, ancora ubriaco dalla sera precedente, ma non per questo meno disponibile. Senza tutti loro non ce l’avremmo mai fatta.

Ora la casa vecchia è una merda, piena di schifezze per terra.

Ora la casa nuova (vabbé non nuova, ma facciamo finta di sì) è una merda, piena di mobili da montare, cacca e pipì di jiji, scatoloni e inutilità varie.

Una chicca su tutte: abbiamo affittato un furgone per il trasporto, op alla guida si è trasformato nel più rozzo dei camionisti. Verdina che si addormenta tra un viaggio e l’altro seduta, con la cintura di sicurezza e la testa a ciondoloni ha fatto proprio la figura della femminuccia.

 

…but I like it!

Mi ha nominato la zdorina e io rispondo! Cinque cose che mi piace fare…mmmm….vediamo

1. cucinare con l’omino profumato e sperare che tutto sia buonissimo

2. stare ore in profumeria e poi piagnucolare perché non posso spendere tanti soldi in stronzate

3. incazzarmi contro il nuovo governo

4. pensare di stravolgere l’arredamento della casa, sfogliare riviste di mobili, immaginare le pareti decorate e poi lasciare tutto com’è

5. leggere banana yoshimoto e ogni volta pensare che non c’è modo che mi affascina di più, per esprimere i sentimenti, anche quelli di profondo dolore, della delicatezza.

ecco fatto. non lo metto tra i cinque qui sopra perché non può entrare in nessuna classifica, ma mi piace tanto ficcare il naso sul collo di mia mamma e sentirne il profumo di borotalco.

Noi ce lo meritiamo Silvio, poche chiacchiere. Ci meritiamo la mafia al governo, ci meritiamo un leghista che metterà mano alla Costituzione, ci meritiamo un giornalista - Vespa - che definisce Bossi “grande uomo politico”, ci meritiamo Castelli che finirà alla giustizia e un fascista ricreduto presidente della Camera, ci meritiamo di sederci a fianco di George alle olimpiadi e di cantare tutti insieme menomalechesilviocèèèèèèè.

Come se il problema oggi, quindici aprile duemilaotto, fosse Berlusconi.

Innanzitutto i miei complimenti a quel popolo della Sinistra (????) che ha dato un voto non politico, ma ha scelto soltanto - come se fossimo in guerra - di contrastare il nanetto. Complimenti. Autogol.

Quanti di coloro che hanno votato WV lo hanno fatto perché ci credevano davvero? E quanti, invece, solo per mettere il bastone fra le ruote a Silvio?

Il centrodestra ci ha dato una grande lezione, altrimenti quel gran gnoccolone di Casini non avrebbe raggiunto il suo bel risultato che lo mette al riparo da esclusioni.

Ma la Sinistra, quella vera, dove è andata? La battaglia contro il nano ha portato due risultati mostruosi: la sua vittoria e la morte sul colpo di chi, tra alti e bassi per carità, ha scelto ancora una volta di parlare di laicismo, di tutela delle minoranze, di lavoro e di pari opportunità. E la colpa non è del nano, ma della sinistra stessa che ha venduto il culo a chi della sinistra ha rinnegato pure le radici.

Mai come in questo momento c’era bisogno di un’opposizione in grado di mettere sul tavolo i problemi reali della gente, che non riguardano la legge elettorale o il ponte sullo stretto. Qua si parla di poveri, ma poveri davvero, di donne dell’est che la nostra mente malata associa subito ad autoreggenti e venti euro, di anziani soli, di lavori di merda senza futuro, di scuola pubblica, di affitti alle stelle, di uomini e donne costretti a pronunciare un sì davanti a qualcuno per tutelare i propri figli.

Bene, questi temi li porteranno avanti, all’opPosizione, I cattolici fondamentalisti - leggi Binetti -, i radicali che hanno perso ogni identità, generali omofobici, gli ex margheriti che non vedono male il buono per le scuole private e via così, in un crescendo di similitudini verso una democrazia cristiana che ormai ha fatto il suo tempo.

Ottimo, complimenti a tutti. Anche a me, che sono stata cinqueminuticinque in cabina elettorale e alla fine ho scelto l’arcobaleno alla camera e il pd al senato, per equilibrare la mia viscida coscienza.

Ho fatto il gioco del nano e me lo tengo.

Sapere che nel 2008 anche con il mio voto abbiamo cacciato a calci in culo la sinistra non sarà una cosa che racconterò con orgoglio ai miei figli.

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