Vorrei raccontarti chi sono e cosa faccio qui, dal basso del mio metro e sessanta scarso, attraverso i miei fitti riccioli e i miei occhi velati dalle lenti a contatto. Mi piacerebbe raccontarti delle mie insicurezze, dei miei 28 anni, troppi per stirare con le ali da farfalla sulla schiena e pochi per avere quel fascino che soltanto le madri si possono permettere.
Ho immaginato tante volte la tua, la vostra figura…donne belle, dalla pelle liscia e profumata, donne con i gioielli preziosi ai polsi e al collo, anelli scintillanti, donne arrampicate sui tacchi dalla camminata svelta e sicura, donne con il reggicalze e i colpi di sole, donne appassionate e passionali, donne che lavorano ma si dedicano ai figli e a loro stesse, donne che amano circondarsi di cose belle, che mangiano pochi dolci perché la linea è importante. Femmine. Affascinanti, consapevoli delle proprie qualità, vestite di trasparenze e di eleganza.
Così vi ho immaginate mentre fumavo sigarette sul balcone del paesello e mi dicevo che non era possibile ciò che mi stava accadendo. Siete state per molto tempo trasparenti fantasmi tra i miei pensieri, il termine di paragone dal quale uscivo sempre sconfitta. Non mi era mai successo prima di allora, ma è vero che prima di allora io non avevo mai amato tanto riccioli scuri e occhi così limpidi.
Poi il vostro pensiero, lentamente, si è allontanato, lasciandomi da sola con la mia vita e i miei demoni che, alleluja, ho sconfitto. Quello che ho vissuto mi ha portato ad avere un equilibrio estremamente delicato…basta un nulla a far tornare a galla paure, vulnerabilità e mandare all’aria tutto il sistema immunitario del mio cuore. nei momenti in cui succede mi ricordo di essere umana. odio lasciarmi andare a questa irrazionalità, odio piangere perché le emozioni si confondono, odio mostrare agli altri – a lui – questa debolezza.
Ma passate le lacrime è tutto più chiaro: non mi resta che mettere i tacchi e le ali da farfalla e lasciare che ciascuno torni al suo posto. Il mio sai qual è.

vorrei tanto riuscirci anch’io. riuscire a liberarmi da paure e insicurezze, per qualche minuto, solo per qualche minuto, ed avere chiara, dinanzi a me qual è il mio posto. mi basterebbe solo sapere che c’è. e poi potrei tornare tranquilla alla mia poca autostima, alle paturnie, all’incertezza..
verdina…non capisco…sarà la stanchezza…
ho immaginato tante volte voi, ragazze, dai seni sodi e la pelle liscia, il ventre teso e il passo svelto, con il sorriso negli occhi e tante vite davanti, voi, ragazze dal ventre fertile e dallo sguardo pulito, voi che avete tempo, tempo, tempo.
vi ho immaginate bellissime e sorridenti, con i capelli lucidi e profumati di primavera, le scarpe basse e le tute da ginnastica, voi che potete sopravvivere a una sconfitta, voi che potete progettare e smontare ogni progetto.
vi ho immaginato, fumando sigarette dal mio balcone che guarda sul verde, nelle notti di luna e di pioggia, avvolta nella vestaglia o in sottoveste, e ho pianto dentro, silenziosamente, perchè non potevo farmi sentire nè vedere.
vi ho immaginate fra le sue braccia, voi che potevate starci senza timori della differenza, con la possibilità delle infinite speranze.
vi ho immaginate, senza astio, senza rancore, con la consapevolezza del limite.
e, adesso, verde su verde, ti stringo a me, sirena dolce dalle ali di fata e ti dico sorridendo: non aver paura, le mie debolezze sono le tue e i sogni, qualche volta, si avverano.
D
ci accomunano molte cose, a me e a d..anche l’età..il tempo non passa invano, cara verdolina..non immaginare e non inviadiare mai nessuna..neanche la più bella, neanche la più sicura..non potrai sapere qual è stato il prezzo che ha pagato per avere quello che ha, non hai idea dei suoi demoni, del suo vuoto, dei suoi amori scivolati tra le dita.
ognuno ha un suo percorso, e quello farai.
arriverai anche tu a tacchi alti, i reggicalze, i braccialetti scintillanti..sicuramente qualche incertezza in meno, e qualcos’altro in più.
un sorriso..ognuna di noi è come è..e viene amata per questo.
cristina
tu sei stupenda, Verdina, e ti meriti la felicità che stai vivendo.
E , per quanto riguarda le altre donne, ho la mia personale, magari sbagliata teoria, ma credo che dietro molte donne dall grande fascino seduttivo ci sia una sorgente di infinito dolore.
Un abbraccio
il tuo posto, pucicchina, è il nido che ti fa stare bene, è il luogo che è stato scelto dalla sincerità del tuo cuore… chi ha la pelle dura e gli occhi limpidi come te può permettersi ali di farfalla, reggicalze, hello kitty e anelli di diamanti, può scegliere il ruolo con cui giocare così come si sceglie una tinta per i capelli o una gonna a fiori… tu sei bella, non dimenticartelo mai…
oddio che ti è successo adesso? ma comunque è passata, sì? e ascolta d, potrei averlo scritto io se solo sapessi farlo……..e fascino ne hai eccome, sei giovane, bella, dolce, piena di grazia, allegra, e matura al tempo stesso. sei nel pieno di tutto, e hai davanti tanto tempo…e poi, anche tu lavori ma ti dedichi con amore alla famiglia che ti sei creata e agli amici, forse ti manca solo la consapevolezza delle tue qualità. ti abbraccio
oh amichette mie che belle cose mi avete scritto…
pensandoti: le insicurezze sono umane e dovremmo tutti imparare a farci pace. tenta, fatti questo regalo. ti abbraccio
zdorina bella: stellina è tutto a posto, non preoccuparti
d: mi hai fatta commuovere, davvero. lo so che le debolezze e le fragilità non hanno età, ma quando alcune cose attraversano la mia strada le vecchie paure tornano a galla. però, nonostante questo, i sogni qualche volta si avverano e io auguro a te, adesso, di essere felice come meriti.
cri: vedi sopra
sai, non ho mai pensato che siano i tacchi e l’aspetto a rendere una donna più affascinante e immune dal dolore e dalla sofferenza. ho scritto con lo stomaco qui, non con la testa. si chiama semplicemente gelosia, tutto qui.
laura: grazie per le belle cose che mi hai scritto. chissà, forse il fascino deriva anche dalla sofferenza, dall’insieme delle emozioni vissute, dalla pienezza. per questo dico che una madre, secondo me, è l’essere più affascinante che ci sia.
any: pucicchina???? anvedi steven
comunque grazie, intanto mi godo lo smalto bordeaux (ti ho già detto che gli occhiali nuovi ti stanno molto bene?)
animina: è tutto ok adesso, grazie davvero
Ci hai immaginato tanto… belle, profumate, eleganti… poi ci hai viste e ti è crollato un mondo, vero?
Verdina, se noi donne non fossimo insicure in ogni età della nostra vita, non saremmo donne, ma uomini scemi!
Ma buon otto marzo tardivo verdespiritatilla!
Oh le femmine svelte, a un certo punto non le guardiamo più. I tacchi mettiamoli solo se ci piacciono, e il posto nel mondo ce lo prendiamo della forma che noi siamo.
Eh!
…e poi passa.
E ci dicono fin da piccole che “i fantasmi trasparenti” non esistono.
Esisti tu e quello che ti senti bene addosso. Esistono cose che hanno senso solo ed unicamente per come le interpreti tu…
…
…
PUCICCHINA!!!!
Ehi, sono in ritardo, ma nessun maschietto ha commentato?
Senti me. Sapessi quanto ho invidiato quelli che suonavano la chitarra, quelli che erano sempre al centro dell’attenzione, quelli che c’avevano il fisico, quelli che dicevano una battuta e giù tutte le ragazze a sbellicarsi.
Quelli che acchiappavano.
E’ vero, si può avere vicino una persona che ti accetta per come sei e non saperlo fare con se stessi. Oggi ho un po’ imparato. So che certe cose non sarò mai capace di farle, e, in fondo, ho capito che non me ne importa nulla. Altre provo a farle, magari all’inizio con un effetto un po’ comico…
Se si può avere voglia di fare tentativi e ridere di se stessi sulla soglia dei cinquant’anni, si può fare anche con vent’anni di meno, no?
L’accettazione di sè… che brutta bestia! Eppure quanto è bello quando una finalmente ci viene a patti, e la raggiunge, e conosce se stessa, i propri limiti, le proprie forze e ne è è persino fiera, orgogliosa, li ama, quei limiti e quelle forze a dispetto delle altre, coi tacchi, col passo veloce, con quella femminilità innata che avremmo voluto avere e non abbiamo (parlo di me, eh!).
Non ti conosco, ma sono certa che sai bene quanto puoi essere grande, quello che traspare da queste righe e da queste pagine blog è solo una minuscola percentuale della piccola VS al balcone, fumante, coi riccioli al vento… Un ‘lui’ che conosca e rispetti e ami le debolezze poi è una vera fortuna, se c’è.
Buona giornata. aless
mi sa che invece avevo capito. è solo che era talmente simile da quello che mi esplode dentro che mi ero come…autocensurata. sottoscrivo, cavolo se sottoscrivo.
simile A, simile A. è mattina, dai.