…così nacque la ninfa
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Verdespirito è nata qui, poco più di un anno fa, in una mattina noiosa e calda, alla scrivania di un ufficio pieno di donne e ricavato da un vecchio manicomio (forse questo spiega molte cose).
In un anno la ninfuccia ne ha combinate di tutte i colori…ha preso aerei – con le conseguenti scenette che tutti sapete – si è buttata nell’acqua alta – con i braccioli vabbé – ha cambiato casa e l’ha dipinta di verde e di lilla. E poi ha incontrato persone speciali, ha cucinato mele alla cannella e alla vaniglia, ha aperto il suo cuore, lo ha sezionato, ci ha messo lo stucco e i tasselli nuovi grazie ai quali appendere meravigliosi quadri e fotografie in bianco e nero. Un annetto che ha avuto il sapore delle lacrime, dei brividi, della corsa ad ostacoli, di un divano che mi ha accolta, di mojito e guacamole, di gatti vecchi e delle prime rughe.
Qualcuno è stato ferito da questo cuore rattoppato, qualcuno ha deciso di non parlarmi più, qualcun altro mi ha abbracciata forte, qualcuno si è messo sul piedistallo a darmi lezioni di vita, qualcuno mi ha teso la mano e non l’ha più mollata. Qualcuno è riapparso dal passato perché c’era una porta da chiudere e un ultimo bacio da concedere, qualcuno di profumato mi ha raccolta con il cucchiaino senza perdere mai il controllo, perdonando il vomito delle ferite e regalandomi qualcosa che più bello non potrebbe essere.
Sembra passato un secolo e la ninfuccia è molto cambiata, né in meglio né in peggio, semplicemente cambiata.
E ora ha deciso di trascorrere un po’ di tempo qui, nella nuova casa di campagna

E allora tanti saluti alla ninfuccia e un in bocca al lupo per qualche altro centinaio di anni vissuti… (vissuti e basta, senza aggettivi).
Tornerò a dare un’occhiata.
Ciao