Dicono

“Vedrai ti piacerà, ne sono certa! Tu fai sempre così, hai paura di tutto, poi quando ti lanci non ti fermiamo più” disse l’amica P, prima di spingermi a forza dentro il trabiccolo volante che ci avrebbe condotti verso mari trasparenti. Dodici amici, io l’unica a non avere mai volato, se non di fantasia. Eccola Verdespirito, dopo aver ingurgitato una cinquantina di gocce di rescue remedy e aver bevuto di nascosto da tutti un gin tonic tutto d’un fiato al bar dell’aeroporto su consiglio del saggio Cooper. Salgo. Nessun volto amico vicino, il Bf, terrorizzato, è qualche fila davanti a me. Mi incastro nel mio sedile lato corridoio, appiccicato agli altri, non riesco a muovermi. Morirò soffocata. Sono sull’ala ( ma non dicono sempre che l’ala è il posto più impressionante? Che culo!).

Accanto a me una ragazza molto simpatica a cui dico “E’ il mio primo volo, ho paura, tantissima, ti chiedo scusa perché non so cosa farò”. Appunto.

Il testo che segue è costituito da due racconti: il mio che, a causa del terrore, è stato quasi tutto cancellato dalla mia mente (ho ricordi vaghi e confusi) e quello del bf e degli amici che ancora oggi ridono alle lacrime.

Mi allaccio la cintura, l’aereo comincia il suo giro di pista, prendo la mano alla ragazza accanto a me che continua a rassicurarmi. Sento il rumore del motore, l’aereo accelera, ricordo di averle stretto il braccio forte, di aver chiuso gli occhi. Poi basta.

Scopro che, al momento del decollo ho cominciato a portare insistentemente le gambe al petto mentre lei le tirava giù, e io su e lei giù, per chiudermi in posizione fetale. Io che non vado neanche sull’altalena per i vuoti d’aria…Raccontano che ho chiamato urlando il Bf dicendo “Ora cadiamo, andiamo giù amore mio, vieni qui vicino a me!”. Ricordo la sensazione, mentre il trabiccolo prendeva quota e si raddrizzava, di cadere in avanti, pronti a schiantarci contro le colline torinesi. Ricordo che la ragazza a cui ho conficcato le unghie nel braccio (giuro, sul volo del ritorno mi ha fatto vedere i segni) mi parlava per distrarmi, mi chiedeva dei costumi da bagno, del mio hotel, degli amici…

Gli amici dicono che a un certo punto, mentre una piccola turbolenza, credo normale, faceva traballare un po’ quel mostriciattolo d’aria della compagnia sconosciuta che non ha nemmeno un sito internet, ho preso dalla borsa le gocce, ne ho ingurgitate una quantità spropositata e mi sono rovesciata addosso la bottiglia dell’acqua. Dicono che per quasi tre ore non ho smesso di chiedere “cos’è questo rumore??” anche quando passavano le signorine truccatissime-con il sorriso finto e il loro carrellino del cazzo. Dicono che ho bevuto una birra tutta d’un fiato, che ho chiesto di parlare con il pilota e che, dulcis in fundo, sono corsa in bagno a vomitare. Dicono.

Credo che lo shock sia stato così grande che ancora oggi non so esattamente cosa sia successo.

Quando abbiamo toccato terra ho pianto, questo me lo ricordo bene ed ero così felice di essere viva che ho salutato tutti, anche quelli che non conoscevo, parlando ininterrottamente per un’ora di cose stupide. Meglio il ritorno, anche se sopra Torino una turbolenza mi ha nuovamente paralizzata e io, vedi sopra, non ricordo nemmeno l’atterraggio.

Ora mi chiedo: tutti hanno un po’ di paura al primo volo, la tensione, la novità. Allora perché solo io mi sono fatta questa grande figura di merda??? Volerò ancora? Solo se prima di salire mi danno una botta in testa o mi chiudono nella stiva a mia insaputa o mi rapiscono o mi portano in Polinesia.

Almeno ho fatto divertire i compagni di viaggio che, secondo me, hanno omesso qualcosa. Non mi spiego, altrimenti, il perché della domanda di un bambino una volta toccata terra “Signora, perché le colavano delle cose dal naso quando siamo partiti?”. Cose dal naso? Preferisco non sapere.

Verdespirito con i piedi per terra

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~ di verdespirito su agosto 24, 2006.

63 Risposte to “Dicono”

  1. beh, quasi meglio di una mia amica che per due ore non ha fatto altro che prendere a parolacce le hostess che tentavano di rassicurarla.
    e al ritorno ha preso il treno….
    🙂

  2. avrei preso anche io il treno, ma sul mare egeo la ferrovia non l’hanno ancora costruita!

  3. 8-D
    Gran battesimo dell’aria allora!!!

    Ora sará tutto in discesa (dopo il decollo ed il viaggio of course)!

    p.s. cmq, i posti corridoio all’altezza delle ali sono i migliori: é il baricentro del trabiccolo. Diverso dev’essere se ti fanno sedere SULLE ali…

  4. bellissimo.
    penso che se sull’aereo ci fossero stati altri con la paura di volare non l’avrebbero sentita questa volta perchè al tuo confronto si sarebbero sentiti supereroi.

  5. ma santo dio…
    e io che credevo che PE barracus fosse solo il personaggio di un telefilm della mia infanzia! X-D

  6. la paura dell’aereo l’abbiamo dentro, è innata, legata al semplice fatto che l’uomo non può volare, e che quando ci riesce è sempre un caso, un colpo di fortuna (perdonatemi il paradosso)… comunque non a tutti passa con il tempo… a me fa sempre bene bere un pochino durante il viaggio, solitamente vino rosso, non ti ubriaca del tutto, ma non è lento a prenderti come la birra…

    l’alieno

  7. Grandioso! SCusa se riesco a passare solo adesso per dirti bentornata!!! Invidio l’abbranzatura ed il bagno con i pesci… e soprattutto mi dispiace non essere stato su quel volo! VS show!!!!

    PS: contento di sapere che con il BF sei tornata in carreggiata….

  8. VS io ho il terrore di volare. E credo non lo farò mai, ma ammiro te che ti sei messa in gioco ed hai almeno provato.
    Magari non lo farai più, ma almeno adesso sai di cosa puoi avere paura.
    Io so di non farcela, so che nessuno potrebbe mai convincermi a salire su un fottutissimo aereo.
    Comunque complimenti..

  9. Fantastico, so che hai sofferto molto però leggendo il racconto mi sono fatta un sacco di risate…anche io ho paura, mi vinco ma a fatica. Il primo volo in aereo l’ho completamente cancellato dalla memoria. Prorpio ieri ho accompagnato un’amica in aereoporto che partiva per l’America e la prima cosa che ho pensato all’entrata è stata “meno male che parte lei e non io!!!”

  10. Ellapeppina che sarà mai un aereo! E’ tipo il treno, solo che quello che guida se la tira di più! Poi, si, c’è quel trascurabile problemino che sei sospeso in aria, ma a furia di far precipitare roba gli ingeggggneri avranno imparato a far stare su qualche trabiccolino, no?
    Anch’io ho avuto il battesimo quest’estate, tutto tranquillo comunque.. . certo, il decollo è affascinante, ma per il resto non mi è parso granché

  11. Divertente…. e mi dispiace che io stia qui a ridere del tuo racconto quando tu te la sei fatta quasi sotto. Mi dispiace tanto e capisco la tua paura (ho un’amica che nemmeno il primo volo ha voluto testare per il terrore che ha).
    Comunque nonostante io abbia fatto diversi viaggi, non ti nascondo che non sono mai veramente tranquilla quando prendo l’aereo. Una volta decollato riesco a ristabilire la calma in me ma nel momento in cui sta partendo scariche di adrenalina miste a paura percorrono tutto il mio corpo.
    Spero che la prossima volta la vivrai meglio!

    Buona fortuna!!!

  12. tanta comprensione per la disavventura, che ho provato anch’io stranamente però al mio terzo volo(!!) e anche per la reazione ai momenti stress forte/trauma, pure io non ricordo nulla o molto poco!! comunque, mi hai fatto sbellicare dalle risate, mi sono rivista nel tuo racconto, qua ce lo siamo letto in tre e abbiamo riso tanto!!!

  13. Mi dispiace doverlo dire ma il tuo racconto mi ha fatto scompisciare…Da me in famiglia l´unica che aveva paura di volare era mia zia…fino a quando il suo desiderio di andare negli states, sogno che aveva da bambina e che ha sempre accontanato per via del suo terrore verso quel mezzo di trasporto(figuratevi pur di non prendere l´aereo un anno é andata in vacanza in Portogallo in treno in vagone-letto!), ha prevalso sulla sua fobia. Beh dato che negli states si é fatta un bel giretto di un mese con 8 voli interni, ora mi é tornata che fosse per lei prenderebbe l´aereo anche per la tratta verona-bologna!

  14. tutti voi che avete paura di volare mi sembrate degli allocchini di mamma, pirlonetti viziati, vergogna siete il disonore dell’italia, l’italia dei grandi navigatori transoceanici, degli idrovolanti che il duce osava pilotare con grande maestria!!! pirlun prima di partire vi farei bere un bidone di oglio di ricino bollente!!! e se l’areo precipita perche al comando c’e un pilota tifoso dei noglobbal allora morite con supremo sprezzo del pericolo gridando viva l’italia con la testa fuori del finestrino!!!!

  15. Ciao, che dire…
    si sa, la prima volta e’ la peggiore 😉

    In realta’ la paura di volare non passa mai veramnete…a forza di prendere l’aereo si attutisce, ci si abitua.

    Ma quel fastidioso sassolino nella scarpa…be’ quello rimane!

    in bocca al lupo per la prox volta, vedrai che andra’ meglio

  16. devo dire che a distanza di giorni anche a me scappa da ridere! mia madre sostiene che la paura del volo sia come il dolore del parto, te lo dimentichi.

    andy: se tu fossi stato su quel volo avresti fatto altro, una volta a terra mi sono accorta di quanto ben di dio c’era sopra!

    pittrice: se non avessi provato non sarei qui abbronzata e riposata

    zeitgeist: ho appena sentito che a roma due aerei si sono scontrati a terra. passi per aria, ma giù datevi almento la precedenza!

    anidride: sì, sono un cartone animato

    chiara, fra, marina, wavewarrior: l’ho sempre detto che ridere è il modo migliore per esorcizzare le paure

    ste: sull’ala???? perché ci si può sedere anche lì???? 🙂

    alieno: la compagnia non aveva vino…sigh…

    esploratore: tanto lo avrei mai saputo

  17. Ciao camilla!
    Guarda che i navigatori… navigano, mica volano!

  18. Preferirei pilotare l’ aereo 😉

  19. per camilla ecc…eccola qui la simpaticona di turno che non essendo capace di scrivere i suoi pensieri su un blog tutto suo usa quello degli altri parlando di cose che non c’entrano nulla. comunque non so se il pilota era no global, è stato sufficiente che mi riportasse a terra. la prossima volta, se mi danno l’olio ri ricino, spero di sedermi accanto a te. Relax camilla e se vorrai sfogarti ancora io sono qui, a tua disposizione 🙂

  20. Il mezzo di trasporto che preferisco è la macchina, seguito dalla nave, dal treno e dall’ aereo.
    Se proprio non ci sono opzioni valide prendo l’ aereo.
    Ho volato, per andare in Inghilterra, su un 747. A parte la sensazione di avere i coglioni in gola quando il pilota virava, per il resto non era male.

  21. Il mio primo volo è stato su un elicottero della Marina, che aveva difficoltà a decollare perché era sovraccarico.
    Mi diedero un casco stile pilota, lo indossai davanti a uno specchio e abbassandomi sugli ochhi la visiera fumé mi sentii tanto Top Gun(“Maverick, tu sei pericoloso, Maverick!). Poi m’imbarcai sul velivolo, già riempito all’inverosimile di cassette di ortaggi e frutta. L’elicottero cominciò il decollo, si abbassò improvvisamente, riaslì, fece lo yo-yo per un paio di minuti, con il pilota che santiava e stava considerando se lasciare a terra me oppure una po’ di cassette. (“Lascia me! Lascia me!”)Finalmente, all’improvviso, l’AB212 schizzò in cielo come un razzo. Io ero come in trance, era tutto così vicino eppure lontano, rumore, vibrazioni, il mare laggiù, un puntino che si avvucuna rapido, il sole che tramontava, il puntino che diventa la nave dove ero destinato. Una volta appontato, smontai dal portellone laterale (stile Apocalypse Now) e indugiai un po’ per aspettare che mi passassero i bagagli. Gli assistenti al ponte di decollo cominciarono a urlare “Che cazzo fai? Va via da là!” “Ma devo prendere i bagagli!” “Imbecille! Guarda in alto!”
    Guardai e vidi che le pale roteavano pericolosamente vicine alla mia testa. Due millisecondi dopo ero nell’hangar, dietro a un grosso estintore carrellabile, e solo allora mi resi conto che ero stato terrorizzato tutto il tempo.
    Il mio primo volo commerciale lo feci sette anni dopo, da Rodi ad Atene. Da solo.
    Mi salvò il fatto che la mia vicina di sedile era mille volte più terrorizzata di me. Ogni volta che soffrivo di paura la guardavo e mi tranquillizzavo.
    Ma penso di aver superato il panico di volare (non la paura) quando, per lavoro, mi sono fatto in tre giorni, sei decolli e sei atterraggi, con annesse turbolenze, tempeste di neve (stavo volando in europa del nord) e atterraggi su piste innevate (GULP!)
    Anche se, ancora adesso, preferisco restare legato alla terra.
    Un giorno, perché sono matto, proverò con il paracadutismo.
    |;P

  22. per metodista: l’elicottero mai, con quello potrei morire all’istante!

  23. primo volo della mia vita: 15 anni su un piper, acrobatico. non ho avuto paura.
    secondo volo: su elicottero, acrobatico. volevo fare un altro giro ma costava 50.000 lire
    al terzo volo, per dublino in gita con la scuola: MI SONO CAGATA SOTTO!
    chissà perchè?
    guarda che il rescue remedy a sorsi non ti fa niente…hai fatto bene a berti un gin tonic!!!
    ciao, sei simpatica!

  24. ehi nonnina spaventata se ti siederai vicino a me avrai l’onone di sederti accanto ad una donna d’un pezzo!!!! gusterai cosi il rombo macho del mezzo volante, l’odore inebriante dell’olio delle eliche, la potenza maschile del motore che ti solleva come un fuscello spaventato. in poche parole avrai un godimento fatto di ardimento e sprezzo del pericolo. ti raccontero le gesta del duce sul suo cavallo bianco, la sua spada fiammante a difesa d’italia. Spero solo che l’areoplano porti un vano bombe pieno di caldi proiettili che sgancerem sulle postazioni dei noglobal nullafacienti e oltretutto pozzolenti. cara verdespitiro su con la vita, canta felice la tua canzon “giovenezza, giovenezza….”

  25. Per Camilla del Drago Bufolotti…si vede che sei solo una fascista dell´ultima ora, o meglio che non hai mai vissuto sotto l´italica potenza mussoliniana:il corpo insegnanti al tempo dedicava infatti molta cura nell´insegnare la correttezza ortografica loro insegnavano di olio di ricino. Se infatti trovavavo un alunno tanto stupito da scriver oglio come hai fatto tu, l´olio evacuativo gliele infilavano nello stomaco direttamente col sondino!
    A metodista:
    ma cosa cavoli ci facevi su un elicottero militare carico di ortaggi (ma maverick non era stato minacciato di guidare un cargo carico di merda di cavallo se faceva ancora cavolate?)per non parlare dei voli artici che ti sei dovuto sorbire?(mai fatto caso poi che in topgun il CRUISE ha come nome di battaglia MAVERICK, ovvero i nomi dei missili balistici americani a media/lunga gittata, facenti parte dell´armamento standard di incrociatori e portaerei della marina USA?)
    L´unica volta che sono stato io in elicottero invece é stato con l´eliambulanza dopo un collaso miocardico a 2000m. s.l.m., di cui peró non ricordo assolutamente nulla perché strafatto di morfina!
    Wavewarrior di Algaesia, Cavaliere dei Draghi (tanto per rimaanere in tema con Camilla)

  26. Ti capisco benissimo,anch’io non amo volare e quando mio marito l’anno scorso mi ha detto che gli sarebbe piaciuto andare in Venezuela per le vacanze di Natale…beh, non nego di avere avuto un attimo di inquetudine pensando al viaggio. Poi la fortuna mi ha assistita e per questa volta il viaggio è saltato…Il top del terrore però è stato due anni fa quando siamo andati a Pantelleria via Palermo. Nel capoluogo siciliano abbiamo preso il mitico ATR42 (la versione più piccola di quello che è precipitato l’anno scorso proprio in quel mare lì). Dirti un trabiccolo è dirti poco! Un’agonia di 45 min., io che quasi trattenevo il respiro per sentire eventuali anomalie e tanto per farmi coraggio una ragazza vicino a me con lo sguardo terrorizzato, pallida come una morta.Non potevo neanche consolarla, povera….stavo morendo pure io!…Mai più quel tipo d’aereo, credimi!…E se provassi a spiegare a mio marito quant’è bello andare in Sud America in nave????
    Ciao a tutti ;o)

  27. eh bugigattolo del no globbol VAVVAVORRIOR…non sei degno di dante alighieri, scrvi come un sumero con tanti errori ortografiche, il duce ti bacchetterebbe il deretano. A te ti faremo volare su un eliocottero radio comandante e dopo aver impostato la picchiata buttiamo il telecomando in pasto alle ortiche. sei il solito noglobbal pozzolente, scommetto che non ti lavi i piedi, confessa, confessa, è tipico… w l’orbace!

  28. Noto ora gli errori nel post precedente, sorry ma ero di fretta spero che il concetto si capisca…ah dimenticavo: Camilla se vuoi provare delle belle sensazioni ti consiglio il volo roma-bolzano, su un dornier 32 (tuboelica,36 posti a sedere,una scatola volante) con fulminata in coda, e relativo spegnimento della turboelica di destra, a un paio di centinaia di metri dal suolo (fase di atterraggio) e forte vento laterale…posso assicurarti che neppure il fantasma del Duce che ti tiene la mano ti avrebbe trattenuta dal cagarti sotto!
    Wavewarrior di Algaesia, Cavaliere dei Draghi

  29. vedo che il discorso si fa interessante…voglio rendere omaggio alla bella ragazza bionda che era accanto a me. Non avevo né fantasmi, né ideologie a darmi forza, solo la dolce A. Grazie ancora.

  30. carissimo non sei aggiornato per nulla, il duce già ora tiene in voli gli arei italici con la forza del suo indomito spirito. a volte li fa precipitare quando percepisce con indomita certezza che vi sono a bordo comunisti o rivoluzionari. o duce nero uccello italico a te doniamo i nostri cuori lassu’ nel cielo tinto di nero.

  31. Infatti alla complessitá dell´endecasillabo in terzina del Poeta preferisco la conflittualitá della ricerca dell´essere dello Sturm und Drang goethiano e la sua successiva evoluzione nello strugente roamantiscismo autoannichelente del giovane Werther e nella successiva ricerca dell´assoluto del Faust. Sai com´é la cultura pangermanista culminante nelle teorie postnietzscheane dell´Übermensch ariano(approposito guarda che die fröhliche Wissenschaft e So sprach Zaratustra sono molto meglio in lingua originale) mi hanno fatto capire che il duce rispetto al bafetto moro (e non intendo Dalema) era solo una macchietta comica,bassa e calva del vero Condottiero (traduzione italiana del termine tedesco)!
    Faschisten sind nur Schwanzlutscher und wichser.

  32. Per WaveWarrior : Sai cos’è la la Paura di Volare?
    Per dirla in modo semplice possiamo vederla come uno stato d’animo di particolare sofferenza che compare quando si deve volare e che ne impedisce del tutto la possibile effettuazione o la rende particolarmente sofferta. Chi ha paura di volare, al solo pensiero di doverlo fare, soffre, patisce, ne allontana l’effettuazione o addirittura ne evita oculatamente ogni possibilità.

    Quali forme assume?
    Il pensiero di paura si traduce in forme fisiologiche ben note: eccessiva sudorazione, tensione muscolare, accelerazione del battito cardiaco, sensazione d’inquietudine e disagio, stato d’ansia, incontrollabilità delle proprie funzioni.
    Inutile aggiungere che eventi tutt’altro che improbabili, come un ritardo al decollo, o il maltempo, portino ad un incremento dei fattori critici.

    Chi colpisce?
    La Paura di Volare colpisce in modo indiscriminato le persone, senza alcuna distinzione di razza, ceto, sesso od altro.
    Ne possono rimanere colpiti sia chi viaggia per turismo, il quale non riesce a visitare i paesi che ha sempre sognato, sia chi viaggia per lavoro, come gli uomini d’affari o i tecnici specializzati, i quali possono vedere limitate le proprie possibilità di assumere nuovi incarichi o qualifiche particolari.
    Si può notare come la paura di Volare limiti enormemente, inibisca le possibilità di coloro che ne soffrono e li faccia sentire come handicappati.

    Come influiscono le precedenti esperienze di volo? Cos’è la Sindrome del Passeggero?
    Ogni persona ha la propria storia particolare sul volo (leggete le storie di volo al riguardo).
    C’è chi ha già volato e degli avvenimenti avversi, come degli atterraggi difficoltosi o dei vuoti d’aria particolarmente rilevanti, lo hanno intimorito; c’è chi patisce soprattutto l’altezza, con quel senso di vertigine che si avverte per esempio, sui balconi o di fronte a particolari vette; c’è chi patisce i luoghi chiusi, con una sorta d’effetto ‘scatola di sardine’; altri invece patiscono della paura tipica di chi solitamente ha difficoltà a farsi guidare da altre persone, anche semplicemente in macchina: è la cosiddetta ‘Sindrome del Passeggero’.
    Ma il pensiero che sicuramente ricorre in tutti coloro che soffrono il volo vi è la paura di fare la comunemente detta ‘fine del topo’: è l’impossibilità di influire sul corso degli eventi ed essere, o sentirsi, in balia di un qualcosa che non si controlla per niente.

    Cosa fa chi ne soffre per superare il problema?
    Chi ne è colpito, ma si trova a dover viaggiare lo stesso, adotta una serie di tecniche più o meno efficaci per superare tale difficoltà.
    La più diffusa, ma anche la più pericolosa ed inutile, è quella dell’assunzione di bevande alcoliche. Altri assumono dei tranquillanti, altri semplicemente cercano di controllare le proprie reazioni e di distrarsi, riuscendoci però sino al momento in cui il viaggio va bene, ma soffrendo non poco appena inizia un pò di turbolenza.

    Quali sono le cause della Paura di Volare?
    La grossa paura non è volare, ma staccare i piedi da terra, nel suo significato simbolico. Il distacco è un grosso problema per alcune di queste persone: tenere i piedi per terra è segno di ricerca di certezze, di stabilità, di poter contare su cose certe; il distacco richiama sempre delle ferite aperte, degli allontanamenti che in passato ci hanno fatto star male.
    Molte di queste persone invece hanno il terrore di affidarsi ad un altro, di non poter controllare la situazione direttamente, cosa che durante un volo succede sempre. Le fantasie più grosse che pervadono queste persone sono quindi l’incontrollabilità dell’evento e la possibilità di una fine terribile.
    Tutto ciò trova riscontro nella storia di vita dell’individuo, negli avvenimenti che si sono succeduti.

    E’ possibile intervenire e risolvere il problema?
    Dietro ogni comportamento o difficoltà c’è il pensiero del soggetto stesso, nel bene o nel male. Ciò vale anche per la paura di volare. La difficoltà a volare vede coinvolta sempre la persona stessa che la vive, la sua vita e la sua storia, il suo modo di pensare, i suoi pregiudizi e le sue inibizioni, i suoi vizi e le sue virtù.
    Tutto ciò può sembrare insormontabile, ma secondo noi coloro che riescono a sentirsi parte attiva del proprio disagio hanno veramente buone possibilità di vedere il proprio disagio finalmente da un’ottica. Il sintomo diventa così solo un segnale d’allarme di qualcos’altro che non funziona e in tal modo anche utile, in grado di portare un miglioramento di vita.

  33. Bella Bionda ragazza….ora sí che il discorso si fa interessante anche per me!
    Wavewarrior di Algaesia, Cavaliere dei Draghi

  34. ehi piccola italiana verde spirolo !!!!!!!!!!! sono il tuo duce, ti prego di fornirmi indirizzo e numero telefonico della suddetta signorina bionda che era seduta accanto a te, la voglio conoscere approfonditissimamente. posso chiederti se per caso hai sentito se aveva la coscia soda ????

  35. ringrazio ivano per la sua dettagliata spiegazione…diciamo che io non avrei saputo dirlo meglio. non mi piace lasciarmi travolgere dalle paure, qualunque esse siano, l’ironia è l’unica arma a mia disposizione per prendermi un po’ in giro.

  36. per citare calvin & hobbes… don’t you have a street corner where you can hang out instead? CAMILLA DEL DRAGO… io so chi sei. tu sei FASANELLO, il guerriero nordico, e io so dove stai di casa!!!! l’ira di venticè s’abbatterà su di te!!!
    la prima volta che ho volato avevo 14 anni e 8 ore di transoceanica in classe turistica davanti… mi sembrava tutto strafigo a parte l’attesa in aeroporto… ho iniziato a desiderare la morte quando mio papà ha avuto una crisi di mal d’auto e mia mamma visto che muoio a stare immobile ha pensato bene di incastrarmi contro il finestrino schiaffandomi le sue ginocchia nelle gambe… mentre deliravo ricordo di aver visto mio padre che si alzava per chiedere al pilota se lo faceva guidare un po’. ho giurato: mai più in luogo senza molte uscite, con i miei!!!

  37. Dott. Ivano Caselli,dall´esauriente spiegazione fornitami sulle patologie sopra riportate, posso immaginare che Lei sia laureato in psicologia, e La ringrazio della completezza dell´esposizione. Anche oggi ho imparato qualcosa di nuovo, ma come mai tira in ballo me?
    Non mi sembra infatti di essermi fatto burla di coloro che la soffrono o che cosí fascisticamente la nascondono.

  38. mia cara, sono fiero di te. vedo che hai seguito il mio consiglio e che, anche grazie a questo, sei riuscita a distinguerti dalla massa (che comunque alla fine è la cosa più importante!)

    Per il prossimo volo ricorda: il giubbotto gonfiabile è sotto il tuo sedile e se tiri il cordino si gonfia. Così, come passatempo durante la prossima trasvolata…

  39. per Wavewarrior. ti raccontero’ la mia esperienza.
    Mi è capitato molto spesso di volare per diletto o necessità accanto a persone che avevano paura dell’aereo e quello che ho sempre ammirato in loro è il coraggio di farlo contrariamente alla maggior parte della gente che rinuncia senza neanche provarci. E’ vero che molte volte la “fifa” è solo una scusa per nascondere pigrizia, avarizia o la paura del coniuge in quanto da un sondaggio fatto in ufficio la metà delle persone che si è sempre dichiarata contraria al viaggio aereo proverebbero lo stesso a farlo se lo vincessero ad una lotteria ! oppure se il partner glielo permettesse ( e qui devo tirare gli orecchi agli uomini che sono la maggior parte dei paurosi ! )
    Il problema sta nell’altra metà ! … i sinceri !
    So cosa è la paura di volare, ricordo il mio primo viaggio aereo da adulto: 1985 Fiumicino-Linate per di più per lavoro ! … ve lo racconto per cercare di esorcizzare e sminuire con l’ironia le vostre apprensioni.
    Iniziai a pensarci il giorno prima, di notte e la mattina presto creando dentro di me una tensione che di certo non mi giovava ( infatti le paure si alleviano con la tranquillità ) e mi aveva pure fatto perdere il sonno ! Poi arrivò il giorno della partenza e feci una serie di cose senza senso come “non mangiare troppo, ma neanche troppo poco o niente” , presi due caffè uno dopo l’altro ( io in genere non li prendo mai ) tanto per ammazzare il tempo ( …mi dissi ! ), e non bevvi troppi liquidi perchè sennò faceva male ! ( ma chi l’ha detto ! ). Nessuno in quei giorni mi doveva contrariare, irritare e non si accettavano battute su aerei, tempo brutto, paure, etc e anche se non sono mai stato un superstizioso evitavo i gatti neri, non passavo sotto le scale e scommetto che se avessi visto cadere olio o sale oppure rompere uno specchio avrei adottato i vari metodi “manuali” di scongiuro e mi sarei visto già morto !
    Salito sulla scaletta dell’aereo con le gambe molli tanto da sembrare di camminare sullo stracchino come fa un condannato al patibolo, superate un paio di gaffe sul posto assegnato e le valigia da riporre, con un sorriso bloccato e quasi disegnato sulle labbra cianotiche e tremanti, mi misi finalmente a sedere vicino al finestrino per distrarmi e nello scomparto fumatori ( all’epoca c’era anche sui voli nazionali ). Subito controllai la situazione: il giubbotto di salvataggio sotto il sedile , i sacchetti di carta pro-vomitino, la rivista bilingue, l’aria condizionata a palla, etc , tutto ok, poi la partenza. Incollato alla poltrona con gli occhi sbarrati subii il decollo che nella fase finale ( quando l’aereo si mette dritto in quota ) mi provocò sensazioni di caduta, quasi di vuoto. L’orecchio durante il viaggio si spalancò pronto a carpire ( neanche fossi un meccanico aeronautico ) ogni rumore anomalo del motore, ogni scricchiolio della struttura ( e ce ne sono tanti ) pronto a far scattare quel brivido freddo che per un attimo gela il sangue. E all’arrivo ( dopo un pacchetto di sigarette spente a metà ), ahh! che sollievo, avrei davvero baciato il terreno come si vede nei films.
    Quella persona ( io ) dopo quel viaggio d’inferno non immaginava minimamente quanti altri ( e ben più difficili ) voli in aereo avrebbe affrontato e già dal secondo la situazione si presentò meno tragica, quasi neutra. Oggi sono un appassionato di aerei ( ne prendo una decina o più l’anno ), quasi un estremista : non considero la parola “viaggio aereo” se questo non vuol dire almeno 10-15 ore di volo e mi capita spessissimo di prendere dei moscerini di aeroplani locali talvolta anche in condizioni meteo pessime con bufere di vento e pioggia ( effetto montagne russe ) con piacere.
    Anche mia moglie in viaggio di nozze volando per la prima volta era stata presa da un attacco di “fifa” con pianto annesso…come fare ? Terapia d’urto: un bel viaggio in Polinesia Francese : 15 ore Roma-Los Angeles + 9 ore Los Angeles-Tahiti + 15 min Tahiti-Moorea+altri mezzi, risultato : paura sparita, anzi …mi disse: “fra qualche mese ci torniamo !” e così fu !!!
    Con questo vi voglio dire: la paura di volare si vince quasi da sola !!! ma dalla seconda tratta…

    Vi dirò ancora delle cose nella speranza che possano aiutarvi nello scacciare anche solo in minima parte la vostra paura di volare.
    So che la mia è un impresa persa in partenza però … non si sa mai !
    LA STATISTICA: Secondo le statistiche ( e anche secondo me ) l’aereo è il mezzo di trasporto più sicuro in assoluto, e questo grazie alla alta tecnologia che fa uso ( nonostante sia l’ultimo arrivato ) e alla frequente manutenzione ( almeno su quelli adibiti a trasporto pubblico di persone). 27 volte più sicuro dell’automobile ( in termini di rapporto viaggi/morti ) e 2 volte più del treno. Ogni anno milioni di persone si muovono per il mondo in tutta comodità e sicurezza e come scrive una rivista, la possibilità di morire è uguale a quella di far uscire testa per 21 volte di seguito lanciando una moneta in aria !!!
    LA FISICA E LA MECCANICA: Spesso le paure sono accentuate da una serie di fenomeni fisici o meccanici che si verificano durante il volo: tranquilli ! ve le spiego:
    L’aereo può scricchiolare soprattutto al decollo oppure vi può capitare di vedere le ali flettere su e giù. Ma è normale, l’aereo non è una struttura super rigida, anzi proprio per essere resistente, deve poter avere un minimo di elasticità ( un minimo ) E poi…durante il decollo i motori sono alla massima potenza e quindi, come i motori sotto sforzo di un’ automobile, vibrano.
    Talvolta mentre decollate noterete all’improvviso un sibilo/rombo diverso, quasi di motore smarmittato, spompato: si tratta in realtà dell’over-boost che viene attivato durante il decollo soprattutto quando l’aereo è carico per avere un “plus” di potenza ( una specie di turbo ).
    In quota ci possono essere turbolenze ( durano in genere pochi minuti ) dovute alle diverse densità dell’aria oppure i vuoti d’aria ( rari ) … ma è tutto normalissimo !
    Durante un “vuoto d’aria” l’aereo perde improvvisamente quota non perché manchi l’aria, come erroneamente suggerisce il termine, ma perché incontra una forte corrente discensionale che lo trascina verso il basso per poche decine di metri, ma a forte velocità (circa 140 km/h). La “caduta”, del tutto innocua, dura pochi istanti, perché l’area delle correnti è piccola e l’aereo, viaggiando ad alta velocità, la attraversa molto rapidamente. L’accelerazione produce poi una sgradevole sensazione da “montagne russe”.
    In passato vuoti d’aria e turbolenze erano pericolose perché gli aerei, fatti di legno e tela, erano fragili: se esposti a fortissime pressioni potevano spezzarsi. La struttura di un moderno aereo invece può vibrare molto, anche violentemente, senza subire danni.
    Anche la pioggia non è un fastidio perchè l’aereo vola in genere al di sopra delle nubi e se per arrivarci ( o scendere ) viene colpito da un fulmine, nessun problema ( a parte il forte botto ) perchè le pareti metalliche si comportano da parafulmine come succede anche per l’auto, quindi niente buchi o fuochi = niente panico !
    E… all’atterraggio ? Talvolta per potenziare la frenata vengono invertiti i flussi d’aria dei reattori creando il classico rombo vibrante, don’t worry non sono i motori che si stanno staccando !
    RIMEDI ARTIFICIOSI: Tralasciando tutta la serie di calmanti/ansiolitici/sonniferi e anestesie totali possibili per affrontare il viaggio, ho visto adottare principalmente due soluzioni per calmare il sistema nervoso e volare con tranquillità , il primo è consigliato a chi soffre anche di mal d’aereo e consiste nell’ingoiare una paio di Xamamine ( farmaco antinausea ) che fornisce un discreto intontimento generale seguito da assopimento ; il secondo meno anti-nausea si avvale del tracannamento di due bottiglie di vino rosso ( quelle servite normalmente nell’aereo, farsi aiutare anche dal vicino nel chiederle ) seguite da un Bloody Mary ( un cocktail abbastanza comune sui voli a lungo raggio a base di Vodka, succo di pomodoro, limone, ghiaccio, sale, pepe, salsa Worcestershire, tabasco; nella variante “Steve” aggiungere noce moscata ).
    Chiaramente per un effetto pienamente soporifero si possono abbinare entrambi i metodi. IN bocca al lupo a tutti !!

  40. ho ciaà el volo venezia roma l’altro dì, e go cagà per tutto el viagio, me spiace pea putela sedu’ vicin che go spussà de merda.

  41. cooperino caro, sarà così, ma ti assicuro che se incontrassi per strada le hostess di quel volo mi travestirei da cespuglio pur di non farmi riconoscere…

  42. ehm…. Camilla?
    Olio si scrive :O L I O e non O G L I O.
    E poi, scusa, cos’è “onone”?
    Io non parlerei dell’ortografia altrui quando la tua lascia piuttosto a desiderare.
    Relax, Camilla!! Stai serena!!
    E cerca di dialogare tranquillamente.
    Una domanda:fai sul serio o ci pigli per il c…. ?
    Io propendo per la seconda ipotesi.
    Un saluto
    Marghe

  43. Carissima Verdespirito, capisco perfettamente come ti sei sentita… anche io sono come te, e mi comporto come te, con l’unica differenza che comincio quando scendo dall’aereo e duro fino a che non volo ancora… non posso vivere per terra mi sento schiacciare…

    Alessandro

  44. per verde spirito e wavewarrior : tutto quello che ho scritto non è assolutamente farina del mio sacco. ho fatto un copia -incolla da questi due siti : 1)http://www.ilpiaceredivolare.com/descrizione.html e poi 2 )http://www.tropiland.it/aeree/volare.htm .
    mi piaceva solo intervenire per sentirmi importante . in realta’ sono salito una volta in aereo sulla tratta fiumicino -olbia e mi sono pisciato sotto dalla paura . aiuto !

  45. cara VS,
    se hai bisogno di ospitalità per un po’ non farti problemi.

  46. Per Ivano!
    Grazie del bel racconto personale…ma a dire il vero io non ho paura di volare proprio per le ragioni da te addotte pocanzi!Anzi anche quando ebbi quelle esperienze di volo da me sopra riportate non ho mai avuto paura:in elicottero perché ero fuori come una terrazza panoramica sulla vetta dell´everest(ero strafatto di morfina per i dolori) e in quanto al mio “avventuroso” atterraggio il vedere tutta questa gente (l´aereo ero pieno…con equipaggio e tutto eravamo in ben 40 persone)terrorizzata mi ha fatto un po´ sorridere (personalmente infatti non avendo paura della morte capivo che tutte quelle persone a bordo non avevano paura del volo, ma appunto di fare la fine del topo, ovvero di morire, non del mezzo aereo in sé).Immagino cmq che i tuoi preziosi consigli potranno tornare utili a molte bloggers qua, fascisti inclusi

  47. per esploratore : ma che “ce stai a prova’ ” co’ VS ?

  48. Rido di gusto!! però è vero… volo da tanti anni..ho volato su tutto e anche pilotato..ma t’assicuro che quando non vedo davanti, sto malissimo.. soprattutto al decollo (è il più pericoloso…o ce la fa.. o cade).. poi il decollo da Torino.. madonna!!!!!!!
    Ti capisco… anche se poi le statistiche dicono che l’aereo è il più sicuro… bah.. io credo poco alle statistiche e preferisco l’auto!

  49. ciao stellina…che commentoni lunghi!!..confesso di essere passata oltre..io non volo più da 20 anni..prima tantissimo poi più niente..va bene uguale..farei un’eccezione per andare in qualche posto MAGICO sul serio,…la cina, per esempio…cmq sono contenta che tu sia tornata in forma..

    minnie-ma-camilla-ci-è
    o-si-fà?

  50. Ieri tornato da viaggio da oslo a milano italia, tuto benne ma a certo punto sopra alpi un grosso uomo biondo dietro ha fatto enorme rumore con sedero che spaventati tutti altri. forse paura volo, non so.

  51. suggerisco la lettura del libro “Chiedilo al pilota. Tutto quello che avete sempre voluto sapere sui voli aerei” autore Smith Patrick, edizioni Fusi Orari lo trovate in libreria o anche on line

  52. Ciao Verdespirito!!!
    Senti, non sai quanto ti capisco, sono tornato pochi giorni fa da Maiorca, volo di ritorno tutto ok, tranne la mia fottuta paura dell’aereo, ma il volo d’andata…oooo il volo d’andata, ho pregato il buon Dio all’incirca 3000 volte….Ceck-in, ho preso 1 pastiglia di tranquillante…siedo il culo sulla poltroncina, Aereo in decollo, occhi all’indietro, mani e piedi fuori dal mio controllo, cuore che usciva dal naso torpore unico in faccio e lacrime che scendevano da sole (e pensavo ma quella merda di pastiglia quando cazzo fa questo effetto?!?!) alla fine mi sono avvinghiato all’hostess (bella spagnola) appena l’aereo si è stabilizzato mi sono messo dietro la cabina di pilotaggio per tutto il volo!! Figura di merda tra 170 persone che al ritorno mi hanno riconosciuto e quasi tutti si ricordavano di me indicandomi con il dito e dandomi coraggio…e dire che è il 5° volo che faccio…ma questa volta ho detto basta!!! credo proprio che io e l’aereo siamo due cose completamente diverse!!!

  53. Il mio primo volo invece è stato quello migliore, nessuna paura anzi molta curiosità. Dopo però, e già dal volo di ritorno, ho cominciato ad averne una paura terrificante ed ora ogni volta che devo volare comincio a star male una settimana prima di partire.

  54. Idem come fabio, le prime volte da incosciente, ora un tantinello meno tranquilla. La scorsa settimana ultime sei ore di volo con il cuore in gola… non smetterò di viaggiare per questo ma forse la mia paura non è troppo motivata. Buon viaggio a tutti!

  55. stranamente il mio primo viaggio e´stato tranquillo,non ci pensavo piu´di tanto,24 ore di volo senza un minimo accenno di paura.
    I viaggi successivi invece sono stati un trauma,poi l´11 settembre poi tutto il resto.Cercato anche di analizzare e la conclusione, seppur la bassissima percentuale che il velivolo perda quota,per qualsiasi ragione,la mia paura,sono quella manciata di minuti che rimangono prima di una eventuale collisione.Cosa fareste voi?Purtroppo vivo all´estero e sono costretto alle volte a prendere l aereo perche´e´una grande comodita´, quando invece posso farne a meno vado in treno,tratta stoccolma-roma, chi se ne frega!!! sul treno si fanno tante amicizie ed il tempo passa in fretta.Ciao

  56. hai visto mai? la paura di volare come argomento tira

    (piciccio smettila)

  57. non ho nessuna paura di volare. non sono un superman per questo. sono solo così, non ho nessuna paura. mi disturba di più andare in auto con qualcuno di cui non mi fido.
    ma, tranquilla, non sei l’unica, e non sei nemmeno anormale. forse hai più ragione tu di me, visto la manutenzione che certe compagnie fanno agli aeromobili, come li chiamano loro.
    mi ricordo quando viaggiavo con la squadra di basket in cui giocavo. pivot di 2,11 metri: piangeva tutto il viaggio, dopo aver fatto assicurazione sulla vita a favore della mamma.
    altro pivot (2,09): una tragedia. chi cercava di rassicurarlo si beccava un vaff. chi cercava di distrarlo prendendolo in giro si è preso un ceffone tipo portone chiuso dal vento. è tornato in treno da Varsavia, pur di non risalire in aereo.
    ciao,
    hanang

  58. Vs, hai fatto boom sulla repubblica. Non ho avuto il tempo di leggere tutto, spero che sia stato meno traumatico della storia della madonna… baci baci cum spiumettata

  59. andy: ho fatto boom, ma almeno ero a terra. nessun trauma del genere madonna, tanti consigli e solidarietà!
    baci

  60. Anche tu mi sei mancata, o mia ninfa dispettosa… 😀

  61. non ho letto tutti i commenti e magari ti ripeto cose già dette…ma…io da piccola ho volato un sacco ed è sempre andato tutto bene, poi ad aprile ho dovuto fare 1 ORA di viaggio: esattamente le tue scene. grazie grazie grazie. non mi sento più sola. zdoro sta ancora ridendo.

  62. zdora: mal comune meno gaudio no? certo che siamo strane, ma come fanno a sopportarci???

  63. Du kannst lustige Abende vor dem PC verbringen, indem Du Dich
    in unserem exklusiven Chat amüsierst oder Du kannst Dich mit Deinem Traumpartner treffen, um Dich endlich wieder neu zu verlieben.
    me findest Du kostenlose Kontakte genau in Deiner Region – Egal ob in Berlin, Hamburg, München oder Köln.
    Unsere Community bietet dir eine Vielzahl von offenen und tabulosen Mitgliedern, die sich in ihren Kontaktanzeigen nach dir verzehren.

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