Una riga sopra

Spazio spazio spazio spazio digito nervosamente e poi canc canc canc canc spazio spazio spazio vorrei scrivere qui le cose che mi ha detto mio padre ma non si può no no perché alla fine io cosa mi ha detto non l’ho mica capito. Non mi preoccupo per te, non ti cerco e non mi interessa di te perché io c’ho il mal di schiena, io lavoro eccecazzo! Mica sto seduto tutto il giorno! No no tu lavori papà già già. E quando uno deve lavorare non è che può star dietro alle figlie pazzerelle che c’hanno quasi trent’anni e del papà non devono più avere bisogno.

Scrivo e cancello scrivo e cancello e poi ci tiro una riga sopra con la penna e non leggo più che cosa ho scritto.  Perché non mi piace quello che scrivo, perché io vorrei un blog fatto come si deve, dove racconto allegramente la mia vita trascorsa tra un fidanzato premuroso e coccolone, tra mamme e papà equilibrati, tra fratelli e sorelle che non ho mannaggia, tra amiche sincere e tra coscienze (le mie) sempre in pace con il mondo.

No no, io c’ho la coscienza che mi soffoca, ma lo so, non mi dite che non si può vivere così, la mia è logorroica e lo sarà sempre. E poi di equilibrio sano in famiglia non è che proprio abbiamo mai abbondato, tanto affetto dalla mamma sì sì, ma il papà…boh…sparisce e poi torna, ma forse in fondo va bene così, l’abbraccio quando c’è è sincero. Niente sorelle e niente fratelli. Solo tanti animali che però sono vecchi cazzarola e hanno perso i denti e hanno la pancreatite e non acchiappano i topi perché topi non ce ne sono.

Un blog di stelline e tanti colori, coriandoli, fiorellini, arancia-limone-marandino-fragola, arancia-limone-mandarino-fragola…

Beh però io so cucinare il risotto al vino che pazienza se manca il sale, tanto poi quello si può sempre aggiungere. E ho anche un Alien vero adesso, attorcigliato intorno al letto di ferro battuto, in mezzo alle farfalle viola. E la sera mi bevo un limoncello con le ciabatte arancioni ai piedi, tanto siamo fra donne e se si vedono i peli chissenefrega.

Va bene mi fermo, ho anche sonno. Sarà la digestione.

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~ di verdespirito su febbraio 21, 2007.

7 Risposte to “Una riga sopra”

  1. tra i numeri del circo uno di quelli che mi piace di più è quello degli equilibristi sui cilindri.
    sai quelli che fanno le acrobazie su tutta una serie di cilindri impilati ciascuno in un verso differente e tutto si muove da una parte e dall’altra.
    a me davvero sembra incredibile e difficilissimo eppure ce la fanno.
    questo per dire che ci sono persone che non hanno il cosiddetto suolo compatto e stabile sotto i piedi ma sanno stare nel loro equilibrio.
    forse sono anche più preparate e capaci di vivere la vita e le difficoltà perchè sono abituate agli imprevisti e alle incertezze.
    ti abbraccio cara.
    forse non te l’ho mai detto, ma anche io ho le farfalle, appese alle tende del salotto e della camera.
    e le mie ciabattone sono rosse con una margheritina rosa sul lato…

  2. che dolce e che giusto il commento di eli 🙂

    avevo quattro anni ma mi ricordo perfettamente quello che faceva la Nella, cuoca storica dell’asilo infantile “ai caduti per la patria” del mio paesino. quando i bambini rugnavano davanti ai piatti ottimi e spettacolari che lei ci ammaniva, facevano gli smorfiosi e mostravano di non volerne, lei non faceva una piega, e non li pregava di mangiarne nè cercava di imboccarli, ma si avvicinava e portava via con decisione il piatto. molto serenamente.
    molto lodevolmente.

    eccoci qua belle e incasinate, in equilibrio su un filo di seta. il tutto per essersi fatte (orrore…) determinate domande e non aver voluto lasciarsi vivere senza mai alzare la testa. e allora?
    poichè il simile scioglie il simile e lo ione cerca il controione, anche in una soluzione duiluita com’è questo mondo forse era inevitabile che ci incontrassimo – noi, tutti.
    non ha senso che io ti ringrazi per una cosa che ti fa piacere darmi, nè che io cerchi di contraccambiare in qualche modo il risotto al vino (buono!!!) o – per dire d’altri – la stanza con il portacaramelle colmo di preservativi (quelli non li ho assaggiati).
    l’unica cosa che ha senso che io faccia è, benissimo, prendo atto di te e ti voglio bene, abusiamo pure delle reciproche orecchie, ridiamo e abbracciamoci, perchè non potremo mai risolvere i casini l’una dell’altra con un colpo di bacchetta magica ma nessuna sequenzina arancia-limone-marandino-fragola sarà buona quanto un limoncello vuoi assaporato, vuoi sbevazzato assieme.

    ecco. e adesso ardetemi al rogo per sdolcinatio abnormis…

  3. che dolce e che giusto il commento di eli 🙂

    avevo quattro anni ma mi ricordo perfettamente quello che faceva la Nella, cuoca storica dell’asilo infantile “ai caduti per la patria” del mio paesino. quando i bambini rugnavano davanti ai piatti ottimi e spettacolari che lei ci ammaniva, facevano gli smorfiosi e mostravano di non volerne, lei non faceva una piega, e non li pregava di mangiarne nè cercava di imboccarli, ma si avvicinava e portava via con decisione il piatto. molto serenamente.
    molto lodevolmente.

    eccoci qua belle e incasinate, in equilibrio su un filo di seta. il tutto per essersi fatte (orrore…) determinate domande e non aver voluto lasciarsi vivere senza mai alzare la testa. e allora?
    poichè il simile scioglie il simile e lo ione cerca il controione, anche in una soluzione duiluita com’è questo mondo forse era inevitabile che ci incontrassimo – noi, tutti.
    non ha senso che io ti ringrazi per una cosa che ti fa piacere darmi, nè che io cerchi di contraccambiare in qualche modo il risotto al vino (buono!!!) o – per dire d’altri – la stanza con il portacaramelle colmo di preservativi (quelli non li ho assaggiati).
    l’unica cosa che ha senso che io faccia è, benissimo, prendo atto di te e ti voglio bene, abusiamo pure delle reciproche orecchie, ridiamo e abbracciamoci, perchè non potremo mai risolvere i casini l’una dell’altra con un colpo di bacchetta magica ma nessuna sequenzina arancia-limone-marandino-fragola sarà buona quanto un limoncello vuoi assaporato, vuoi sbevazzato assieme.

    ecco. e adesso ardetemi al rogo per sdolcinatio abnormis…

  4. ops… odio type paaaad!

  5. ecco adesso ho il magone e non riesco nemmeno a commentare uffa

  6. “anche in una soluzione diluita com’è questo mondo forse era inevitabile che ci incontrassimo – noi, tutti.”

    quant’è vero, any…
    mi mancate….

  7. ho scritto e riscritto il commento anche io, tipo 4 o 5 volte. avrei un po’ di cose da dire, ma non so bene come esprimerle… considera seriamente la mia proposta indecente via sms, però, secondo me potrebbe essere 1 buona idea 😉

    baci!

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