Ballata per la mia piccola iena

Oh no, non sono così affascinante come credi. Non vedi questo volto? Intorno agli occhi ho delle righe o rughe fai tu, che sono spuntate pochi mesi fa o forse prima, ma non mi guardavo allo specchio per paura di vedere chi avevo di fronte. Le righe oggi, con il primo sole di primavera che mi ha arrossato il volto, si vedono ancora di più. Non noti che questi capelli non sono voluminosi e voluttuosi ma semplicemente tanti capelli disordinati, sempre diversi da se stessi e sempre troppi?

Come fai a non vedere che queste gambe, capaci di reggermi e di portarmi a spasso, non sono tornite, ma si allungano verso il suolo partendo da un sedere che vorrebbe essere come non è e si vergogna della sua rotondità – si dice così no? – e vorrebbe affondare smilzo e asciutto dentro jeans extralarge e navigarci dentro senza possibilità d’attrito.

E le mie mani? Piccole e infantili, invidiose delle lunghe dita e dell’ordine che regna tra le nocche e le falangi delle signore come si deve. Unghie corte perché la lunetta bianca non può donare a chi in fondo degli orpelli non se ne fa proprio nulla.

Terra fra le mani, fra le gambe, terra per dipingere, terra su cui siedo, terra madre, per me figlia

No, non sono per nulla così. Non sono così leggera come credi, non ho quell’innocenza che gli occhi si ostinano a lasciar trapelare. Non ho quell’incanto che ti incanta, quella purezza di cuore che scruti e di cui sorridi.

Ho le mie notti. Le notti in cui credo di essere pazza e mordo la federa e parlo da sola nel buio per ore con i miei demoni. Li maltratto, li umilio, mi difendo per difendere un ricordo, per difendere quella che ero e che, allora, non ho difeso abbastanza. Le notti in cui ho paura di stare sola, in cui le ombre del treno che passa mai silenzioso si trasformano in figure mostruose che mi fanno tremare la pancia e le viscere tutte.

Stringimi madre, perché ho molto peccato…

Non cercare quella trasparenza, non c’è. Non ci sono i colori della primavera e nemmeno le farfalle sui cerchietti. C’è il tentativo di alzarsi ancora quando le ginocchia fanno male, c’è l’euforia che è l’anticamera dell’isteria, donna isterica, donna fobica, c’è velluto pesante a nascondere il germoglio di un male che oggi posso solo chiamare pazzia.

"Non mi hai dimenticato, vero, Merlino?
Sono io, Morgana, la tua piccola Morgana."

Ci sono i mostri in quell’angolo d’acqua e di terra e di fuoco. C’è l’essere quello che non sono e il non essere quello che vorrei, c’è un luogo che è sempre quello sbagliato e un pensiero che non è mai ossessione ma ossessiona eccome, quando scopro i fili di cotone blu tra i polpastrelli e l’umido delle lenzuola, il mio sudore cristo santo, il mio sudore.

C’è un tempo che non finisce mai, una strada che poi è un sentiero e poi ancora una scala e poi diventa un arbusto e ancora un pianerottolo ma del cielo non ha la leggerezza e la forza.

Un giorno, guidati da stelle sicure
ci ritroveremo in qualche angolo di mondo lontano,
nei bassifondi, tra i musicisti e gli sbandati
o sui sentieri dove corrono le fate

C’è l’angelo bianco vicino alla finestra. Ma non guardarmi così angelo bianco, che non me ne faccio un cazzo della tua misericordia.

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~ di verdespirito su aprile 10, 2007.

22 Risposte to “Ballata per la mia piccola iena”

  1. bisogna molto perdersi per trovarsi e la strada è spesso tutta in salita. alla fine ne vale la pena. coraggio, gli amici ti accompagnano, non sei mica sola, nemmeno nella notte. un sorriso e un abbraccio!

  2. forza Verde, devi tirarti su con le tue forze, ma sappi che c’è sicuramente più di una persona pronta a prendere la tua mano quando ne avrai bisogno, per tirarti su dal fondo. una strizzolata

  3. meraviglioso ritmo, bellissimo dialogo.
    Ma è un viaggiatore, che dorme con l’angelo bianco vicino alla finestra. E’ un viaggiatore che non chiede misericordia, nè ne riceve. Semplicemente l’angelo è lì, inviato da amici lontani.

  4. Bellissimo, Verdina, mi hai lasciata senza parole.
    Fin d aquando ho letto il titolo , in realtà, perchè non sono un afan degli afterhours, ma ADORO la canzone Ballata per la piccola iena.
    Sei molto lucida, nell’affrontare i tuoi demoni, ma forse un pò spietata con te stessa.
    Un abbraccio

  5. mie care amiche di pianerottolo, i demoni ci sono ed essere spietata con me stessa ora è il regalo più grande che mi possa fare. Me lo devo, mi devo la schiettezza e la sincerità. L’angelo bianco è lì, non si offenderà certo per un paio di parolacce a lui rivolte no;-) ?
    E le mani intorno le vedo, eccome, minchia se ci sono. Un abbraccio a tutte

  6. abbraccio ricambiato, stretto stretto.

  7. Vacci piano però….spietata si ma non troppo e soprattutto con te stessa.

  8. My God! La federa… hai ragione, andiamoci a fare un Mojito!!!

  9. guarda bene i capelli dell’angelo dopo aver indossato le lenti a contatto, mi sa che è il tuo riflesso

  10. b.a: cercherò di ricordarmelo…

    ajay: sì sì, mi sembra un’ottima soluzione 🙂

    any: …sniff…sniff…

  11. ehi, per il mojito ci sono anch’io! 😉

  12. manifesto di nuovo il mio entusiasmo per l’espressione ‘amiche del pianerottolo’:è bello il significato che c’è dietro.
    Allora la tecnologia dal volto umano esiste!perchè qui si respira scambio e amicizia, davvero.
    Buona giornata Verdina

  13. laura cara, se ti manca lo zucchero o hai bisogno di un aiuto per appendere le tende fai un fischio 😉

  14. Alla lunga coi demoni verde, ci si chiacchiera ci si capisce, e diventano persino una specie di oracolo bis, da tenere d’occhio nei giorno di tempesta. Ne scrivi così bene che è già un bel passo avanti! Ma non essere demoniaca con loro, perchè se ci avessimo solo angeli a tiro – ci faremmo due palle così.

  15. L’angelo bianco, proprio perchè è un angelo, sta lì anche per assorbire le tue parolacce.

  16. zauberei: io non voglio solo gli angeli però magari una via di mezzo sì…intorno a me di demoni ce ne sono proprio pochini, devo fare le pulizie di primavera dentro all’animuccia

    piffettina: che ruolo di minchia che hanno gli angeli 😉

  17. Greenlady.
    Qualcuno,come ti dissi, dopo il vostro incontro torinese, mi ha detto che io e te ci assomigliamo un pochino fisicamente.
    Ora aggiungo io: e mica solo fisicamente, mi sa.

    Morsi from the witchypoo island.

  18. greenlady mi piace assai 🙂

    anche a te piace degustare cotone fresco di bucato condito con pezzi di unghie e lacrimine salate??

  19. Si, quello dell’angelo è un lavoraccio, ci vuole pazienza a vagoni. Volevo farlo pure io, ma siccome ogni tanto mi girano furiosamente, mi è toccato fare il ragioniere!!!!! 😉

  20. usti VS quella roba ti fa venire la gastrite… 8-(

  21. ciao Verdespirito,
    ti ho letto spesso, commentato mai. ma, questa volta, il commento mi esce da solo.
    si può avere occhi innocenti ed essere posseduti da demoni, non c’è contrasto nè contraddizione.
    anzi.
    chi non ha demoni?
    soltanto quelli che non sanno riconoscerli, perchè sono troppo superficiali o tremebondi per farlo.
    tu li affronti, non voglio dire con due palle così, perchè non mi piace fare paragoni maschili. diciamo con due ovaie vorticanti, che mi piace di più.
    col tempo i tuoi demoni ti faranno compagnia, saranno parte di te, li amerai e li coccolerai, a volte piangendo, a volte ridendo.
    l’unica cosa che conta è guardarli negli occhi, affrontando la propria paura.

  22. Cara D,
    (anche io ti leggo spesso e non commento mai 🙂
    sì credo che con i demoni sia necessario imparare a convivere. Solo che in questo momento della mia vita me li sono trovata vicinissimi, occhi negli occhi e ne ho avuto una paura fottuta. Però ne ho preso atto e di questo sono contenta. Un po’ li combatterò e un po’ li terrò lì buoni buoni, addomesticati ma non troppo. E le mie ovaie a quanto pare sono ben felici di lavorare 😉
    un abbraccio

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