Nel paese delle meraviglie

Margherita Ho conosciuto la tua mamma quasi dieci anni fa e per molto, molto tempo ho condiviso con lei tutti i lavori possibili – quando per recuperare soldi saltavamo da un posto all’altro senza sosta fino a tarda sera -, le amicizie, le serate, le domeniche, i week-end. In qualche modo abbiamo anche diviso un fidanzato a cui entrambe siamo però sopravvissute.

E ho conosciuto anche il tuo papà….un uomo straordinario, buono con la B maiuscola, tenero con la tua mamma, pieno di iniziative da proporre, vicino per le idee politiche, affine a me nel concetto di rebeldia con allegria.

E ieri finalmente la tua mamma minuscola ti ha dato la vita. Dicono che abbiate sofferto un po’ ma che alla fine il tuo musetto abbia incontrato la faccia stanca di lei e gli occhi azzurri e commossi di lui. Non riesco nemmeno ad immaginare la gioia che si può provare in quei momenti.

Chissà che sensazione straordinaria portare in grembo un esserino piccino piccino e sentirlo crescere e poi vedere che la pancia sparisce e in cambio ti regala gambe-braccia-cuore.testa-occhi-tanti capelli magari.

Stasera verrò da te e solo l’idea mi fa riempire gli occhi di lacrime….sento dentro di me una gioia incredibile nel sapere così felici due persone per me importanti. Vorrei fare una festa lunga mesi, abbracciare per ore la tua mamma e dirle che sarà meravigliosa con te, dirti che non dovrai avere paura di nulla….il tuo babbo ti terrà in una mano e sarà per te il tronco di un albero che crescerà pieno di fiori.

Chissà se avrò mai dei figli….a volte, nei momenti più bui, comincio a pensare all’ipotesi dell’impedimento fisico. Mi immagino la scena, il medico mi chiama e mi dice “No, non potrai mai avere bambini” e io piango, poi penso che esiste l’adozione, ma mi dispero all’idea di non provare mai la sensazione di avere un ranocchio nella pancia.

Non è il momento dei brutti pensieri questi. Benarrivata piccolina, posso farti da zia?

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~ di verdespirito su maggio 14, 2007.

7 Risposte to “Nel paese delle meraviglie”

  1. è una grandissima e bellissima emozione stringere tra le braccia i figli dei propri amici, specialmente di quelli più cari. io che non ho la benedizione di essere mamma, sono tanto felice quando ne nasce uno. congratulazioni e auguri, zietta vs!

  2. sísí, quelle zie complici che iniziano con le coccole, continuano con la copertura delle prime marachelle e poi diventato tenutarie dei grandi segreti! 😉

  3. a volte anche io penso cose negative come quelle di non potere avere figli…meglio non pensarci…sono cose stupide…

  4. ciao CapelliViola.
    🙂
    E’ lo stesso terrore che attanaglia me, ora…mi acchiappa -l’infingardo- all’improvviso. Passerà, però!
    E poi pensi: “ma porcoqui porcollà, ho trascorso tutta l’adolescenza a avere strizza, e se mo’ sono pure sterile mi sono rovinata mezzo divertimento per aaaanniii!!”

    ò__ò

    Vabbèèèè, ma stasera ti scioglierai come il miele di acaciaaaaaaaaa!

    Ciao Zì!

  5. che tenero questo scritto!!!
    è vero, siamo così legate a queste creaturine figlie dei nostri amici cari, proviamo per loro un affetto smisurato.
    forse anche perchè non ne abbiamo di nostri e in fondo alla pancia però li desideriamo.
    almeno, questo vale per me.
    anche io ci penso, se dovessero dirmi che non posso averne credo che non sopporterei l’idea.
    but, lo scopriremo solo vivendo.
    un abbraccio alla tua piccola “nipotina” e a te per la tua bellissima gioia!

  6. super: grazie cri, ma saremo mamme anche noi prima o poi dai!

    ste: sì sì, non voglio fare la zia vecchia tutta severa e cattiva

    precaria: però è un pensiero comune mannaggia. vebbé non pensiamoci troppo

    micheluzza: capelliviola?????????????????? ma no, solo un po’ fosforescenti 😉
    e stasera sì, mi scioglierò taaaaanto taaaanto

    eli: io ne voglio almeno sette di figliiiiiiiiiiiii ehehehehe

  7. Ho vissuto quel momento da papà, e quindi un po’ meno intensamente che da mamma (ma più che da zia!). E’ un momento magico. Ma dopo ti accorgi che qualcosa succede tutti i giorni: un giorno sei stanco, un giorno sei orgoglioso, un giorno ti incazzi, un giorno non ti senti all’altezza. E’ un viaggio appena iniziato. Auguri a tutti quelli che si mettono (e che si metteranno) in viaggio.

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