Cultura questa?

San_firmino

Ti sei fatto male, omino che fai le capriole intorno alle corna del toro? Non me ne frega un cazzo, anzi, mi dispiace se puoi ancora raccontarlo.

"Sono tradizioni" mi dicono. "Anche di questo non me ne frega un cazzo" rispondo.

Non mi interessa se fa parte della storia di un paese, di quella che chiamano cultura. Non è cultura giocare con la vita degli animali, non lo è la corrida né tantomeno questa festa idiota. Rispetto chi mangia carne, non mi permetterei mai di pensare che chi lo fa sia un idiota. E’ diverso da me. Punto.

Ma chi gode nel farsi rincorrere da una bestia incazzata nera, chi prova piacere nel vederlo trafitto dalle spade, chi mi dice "E’ una lotta tra l’uomo e l’animale, ad armi pari" ecco….quello mi fa schifo, mi dà il disgusto, non mi interessa comprendere.

Armi pari? Allora vai in un’arena senza spada e senza mantello rosso, vediamo poi dov’è tutta questa parità.

E adesso ditemi: pensate davvero che sia parte di una nazione questa barbarie? Cultura? Tradizione?

"E tutti insieme attendiamo la giornata
e per il toro sia la gran rivoluzione
dita incrociate aspettando l’incornata
addio toreador
e in culo alla nazione"

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~ di verdespirito su luglio 9, 2007.

21 Risposte to “Cultura questa?”

  1. ho commentato proprio stamattina un altro post che parlava di questo…
    è una vergogna portare avanti queste tradizioni barbare, dovrebbero essere eliminate, come sono state eliminate tante altre, ormai superate, e talvolta “scomode” alla società attuale.
    Un abbraccio, bye

  2. Pure io sto dalla parte del toro.

  3. per quanto io ami la spagna, non sono mai riuscita a capire perché per divertirsi debbano molestare i tori. questo mio disagio è stato pure motivo di dissidio con carissimi amici, ma non ho mica cambiato idea 😦

  4. Che altro non dire, se non che si tratta di un’abitudine becera e tribale…con l’aggravante che tale vituperata abitudine richiama moltitudini di turisti all’affannosa ricerca della foto più “riuscita”…Una tristezza nella tristezza! ciao

  5. sarò cattiva, ma io ho sempre gioito ogni volta che un torero s’è beccato la cornata, amche quando c’è rimasto secco. Un cretino di meno.

    QUE VIVA EL TORO, OLE’!

  6. acca toro acca toro. Punkreas docet

  7. versione punkabbestia della nostra verdina!

  8. i punkreas, gruppo cult ^__^ della mia adolescenza, mi hanno lasciato qualcosa evidentemente 😉
    io adesso vorrei però che qualcuno mi argomentasse la tesi secondo la quale questa è cultura. Nessuno mi ha mai detto una cosa in grado di farmi almeno riflettere. Passerà di qua un toreador?

  9. Noto che Stilnovo non ha commentato questo tuo post…
    Come mai, Stil? Non sei rientrato ancora in ufficio? Cos’hai fatto questo we????

  10. eddai stil raccontaci cosa hai fatto questo week-end!!

    😉

  11. anche io non sopporto questi spettacoli, nemmeno sta cavolo di pamplona e ne parlavamo con il tm mentre scorrevano le immagini al tg nel week end…
    io osservavo che comunque ci va davvero tanta gente… e non ho fatto loro esattamente un complimento, poi per carità… son scelte…

  12. Neanche io lo sopporto, ninfoide, ed anche io ne ho parlato con gli amici spagnoli. La cosa piu’ grave e’ che non mi hanno saputo dire ne’ da dove viene ne’ che significato ha. Quindi, nel loro caso, era piu’ abitudine che altro. Magari qualche amico spagnolo o qualcuno che conosce storia e tradizioni della Spagna puo’ dare spiegazioni. Comunque evviva il toro, eh!

  13. io non ho mai sopportato questa “usanza”, non ha nulla di divertente gente cretina che corre per evitare di incornarsi il cul0, beh io tifo sempre per il toro!
    e sarò cattiva e probabilmente in una prossima vita la pagherò ma godo a vedere quell ammasso di cervelli appassiti cadere sotto gli zoccoli di tori per nulla divertiti!
    Guarda, meglio che mi fermo qui perchè sta iniziando a ribollirmi il sangue e non so cosa potrei dire a riguardo di questa “festa” !! ciaoooo 😉

  14. ho visto cose strane in giro per il mondo, ho visto cose ancora più strane in italia, lascio che entrino e cerco di capire. Anche quando non condivido. Spesso mi stupisco senza condizioni e non mi scandalizzo. E’ la violenza che mi scandalizza, in specie quella tra uomini.

  15. willyco, io solitamente prima di giudicare (e non lo faccio quasi mai) cerco di comprendere le ragioni che stanno dietro e dentro ogni scelta, anche se il pensiero che le sostiene è completamente diverso dal mio. Non facciamo il solito discorso del genere “pittosto che pensare agli animali pensate alle guerre, ai bambini e alle mine antiuomo, agli stupri…”. Ovvio che queste sono cose che scandalizzano. E non si tratta di dare priorità ai problemi. Sono cose diverse e in modo diverso vanno trattate. Ma una cosa come la corrida o la festa di san firmino non va compresa, non c’è proprio niente da capire. E’ violenza anche questa, contro un animale per carità, ma se permetti io mi scandalizzo anche per questioni “meno serie” delle guerre.

  16. La festa di San Firmin non ha nessuna origine culturale. Era una festa come tante altre, spostata a luglio perché il 10 ottobre spesso riservava piogge poco gradite e unita alla feria del bestiame locale. Come in tutte le feste spagnole c’era anche la corrida e pare che per scarsitá di mezzi protettivi (leggi staccionate) spesso dei tori scappassero dal recinto, invadendo le strade. Da qui il piacevole giochino che tuttora appassiona migliaia di persone tutte le estati. Per chi parla spagnolo, questo é un indirizzo dove puó trovare una brevissima storia della festa:
    http://www.turismo.navarra.es/esp/propuestas/san-fermines/desarrollo/fiesta.htm

  17. non metto assieme cose diverse come ingiustizia, guerre, fame, bambini con san firmin. Sono cose diverse e basta. Rispetto l’indignazione:è un sentimento genuino che cambia il mondo. A volte. Spesso sono indignato e qualche volta stanco: allora non mi lascio prendere dall’attualità, ma cerco fuori e dentro un motivo per capire cosa non va. Ecco, mi concentro su questo qualcosa, spesso vicino e provo a cambiarlo. E’ il mio modo di essere rivoluzionario.

  18. oh io non pretendo affatto di cambiare il mondo, e come potrei? però se ciascuno facesse un pezzettino vicino a casa propria saremmo già moooolto avanti

  19. Guerra, fame nel mondo, bambini che saltano su mine antiuomo. Sono cose grandi e spesso le usiamo come scudo per dire che nessuno potrà mai fare nulla. E mi spiace dirlo, ma è proprio così. Non cambierà. Ognuno deve migliorare un pezzettino vicino a casa sua, ma quella sarà l’unica cosa che cambierà, perchè l’umanità non cambierà le sue regole. La guerra e la crudeltà verso gli animali sono cose diverse, ma nascono dallo stesso seme, troppa furbizia da una parte e troppa ignoranza dall’altra, con il denaro in cima ad entrambe le cose (drammatica la corsa dei tori, ma pensate anche allo sterminio delle foche, alla vivisezione, ai combattimenti clandestini di cani; non aggiungo links a siti a favore degli animali che ho visitato perchè ne ho avuto nausea e voglio evitarvi questo scempio)pretendendo di chiamare cultura una barbarie. In antichità si facevano sacrifici umani, ora non più, eppure era una tradizione, quindi, una “cultura”, visto che pare queste due cose siano sempre coincidenti. A ripensarci bene però qualche sacrificio umano lo farei ancora…

  20. ma sai, io credo invece che se ognuno di noi cambia il suo pezzettino, parla, cerca di sensibilizzare gli altri, cerca di migliorare se stesso e di vivere conformemente, piano piano qualche cosa cambia davvero anche nel mondo. E’ vero che la violenza, la sopraffazione, la crudeltà e la guerra fanno parte dell’uomo e di tutte le società, ma secondo me qualcosa si può e si deve fare, e io credo che nel complesso il mondo sia migliorato, rispetto a 100anni fa,da questo punto di vista. Io sono convinta che ci sia più sensibilità verso i deboli, verso gli animali, verso chi è diverso, che ci siano più persone che si dedicano a volontariato di vario tipo, rispetto a prima. 100 anni fa nessuno si sarebbe scandalizzato per le corride, o per i maltrattamenti agli animali, nessuno combatteva per i diritti di questa o quella categoria. Non scoraggiamoci e portiamo avanti questi discorsi.

  21. ecco: non scoraggiamoci e portiamo avanti questi discorsi. Non sarà peggio, anzi.

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