…buon viaggio

Ti scrivo qui perché queste cose non potrei mai dirtele di persona…non sono nemmeno sicura che comprenderesti il loro significato e perché, in fin dei conti, non è compito mio giudicare le scelte che qualcuno si è necessariamente trovato a fare per te.

Eccoci qui, tra poco entrerai nell’albo degli ex, di quelli che c’erano, che hanno fatto la loro parte ma che, per ragioni diverse, non saranno più al centro della scena.

Potrei dirti che l’altro giorno sono rimasta turbata nel vederti così, che avrei voluto prenderti, portarti via, fatti appoggiare i piedi sull’erba e raccontarti delle mucche, dei cani, dei gatti, di quegli smandrappati che non hanno mai avuto una parola gentile per te e di quelli che, invece, l’hanno avuta quando ormai era troppo tardi. Potrei dirti che la tua mancanza è forte, ingombrante, che di là è tutto come prima, i libri, gli appunti….tutto il disordine immobile, anche le caramelle e la tv spenta.

Magari in un momento di euforia ti racconterei pure dell’omino profumato e, ridendo, potrei persino dirti che, nonostante le tue continue prese in giro, non ho affatto intenzione di diventare attrice. Una volta mi hai detto che il mio viso ti ricorda quello delle star in bianco e nero, quelle con le linee del corpo definite, niente spigoli. Ma in tv non ci voglio andare. Io volevo aspettarti qui. E invece grazie e arrivederci.

L’altro pomeriggio, mentre ti guardavo, pensavo a cosa può voler dire per te aver rinunciato. Chissà se te ne rendi conto davvero, se sai chi eri, cosa facevi o se invece sei tutto da reinventare, con un mondo da scoprire, fatto magari finalmente anche delle piccole cose di tutti i giorni, dei colori, dei profumi, di abbracci e carezze.

E’ stato importante per me conoscerti e imparare da te. E insieme al dolore c’è stata anche l’incazzatura da parte di chi si fidava di te. Rallentare il ritmo forse avrebbe evitato tutto questo. Forse o forse no. Ma sai come siamo noi comunistacci, no? Dobbiamo prendercela sempre con qualcuno 😉

Vorrei ascoltare una barzelletta, di quelle che raccontavi di fronte ad un pubblico che si trovava sempre spiazzato dalla schiettezza e dai tuoi modi bruschi. Non eri tenero, no no, con me solo un pochino perché forse il mio modo di essere faceva che sì che tu avessi quasi paura nel dirmi le cose in modo troppo aggressivo. Ma le tirate di orecchie le ho prese pure io.

Penso a mio nonno, anaffettivo come pochi, incapace di una carezza e di una parola gentile. A quel nonno che ha insultato la creatura che mi ha dato la vita con le peggiori parole, durante un pranzo di Natale e non mi ha mai chiesto scusa per avermi fatta andare via da quel tavolo, sbattendo la porta e singhiozzando. Nonno che non ha dato niente, che non si è mai preoccupato per me, che non sapeva nemmeno cosa studiassi o quale lavoro facessi. Restavo sempre una figlia di puttana.

E allo stesso nonno che si è fatto lavare il culo da quella figlia di puttana, si è fatto fare la barba, le punture, si è fatto cambiare il catetere senza dire grazie. Ma che prima di chiudere gli occhi per sempre mi ha detto "Sei bellissima". Ho perdonato, durante e dopo, per pena, per dare forza ad una famiglia che non ha avuto niente da lui, perché quando sono tutti nella merda io devo sempre fare quella che dà ottimismo e speranza, pagandone molto spesso lo scotto.

Non sei mio nonno tu, ma mi piacerebbe sapere che un fremito d’amore è ancora capace di attraversarti, per dedicarlo a qualcuno che sia, per te, davvero importante.

A volte è più difficile guardare la forma delle nuvole che convincersi di poter cambiare il mondo.

Annunci

~ di verdespirito su luglio 11, 2007.

7 Risposte to “…buon viaggio”

  1. hai la forza di accompagnare alla porta, di stringere la mano, di guardare negli occhi. Ne devi aver portati di pesi tenendo la schiena dritta. Domattina, al risveglio, conta sulla tua forza, sulla tua ironia: è fortunato chi ti conosce e parla al cuore

  2. Ti invidio moltissimo questa tua capacità di perdonare. Io vado avanti, convivo con l’inkazzatura ma non riesco a perdonare…

  3. Condivido con Pipuffa: io vado giù e distruggo… Magari dovresti darmi qualche lezione privata!

  4. grazie willyco, grazie davvero per le tue parole

    pipuffa e fabio: è solo questione di carattere, di forza e debolezza allo stesso tempo. Ma non credo che un atteggiamento sia migliore dell’altro, ciascuno dei due porta con sé dei vantaggi e degli svantaggi. Ho messo tutto la bilancia e ho capito che per me non poteva essere che così

  5. Mi ricorda qualcosa di già vissuto. Mi ricorda una camicia con un buco sul davanti. Mi ricorda che chi ha guardato in quel buco non ha visto niente, anche se dentro la camicia c’ero io. Bel post, sono rimasto senza fiato.

  6. è la più grande forza che ci sia, saper perdonare, un atto che consente di liberarsi, anche nei confronti delle persone che più ci hanno fatto soffrire.
    Io con mio padre, ad esempio, proprio non riesco.
    La cosa più vicina alla quale posso arrivare è un apena mista a disprezzo, ma il perdono non riesco.
    sei un apersona forte e coraggiosa; sono contenta per il momento che stai vivendo.

  7. eh no. sarà pure tardi (19.38), sarò pure rincoglionita da una giornataccia, ma qui si sente tanto tanto amaro. quindi ti mando qualcosa di estremamente dolce, che mi ha rasserenato per i prossimi 2 giorni. un bacetto spacioloso

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: