Succede

Non sono stati i primi e non saranno nemmeno gli ultimi, ma sono gli unici genitori che ho e che da oggi, ufficialmente, non hanno più alcun legame di fronte alla legge, se non quello di avermi dato la vita.

Sono passati otto anni da quando, il pomeriggio del 26 dicembre, mio padre ha preso qualcosa – non ricordo nemmeno cosa – mi ha dato un bacio ed è andato via. Non l’ ho nemmeno aiutato a portare in macchina le valigie, non riuscivo ad alzare il culo dalla scrivania e fingevo di studiare per il mio primo esame.

Una nuova casa per lui, l’inzio di una vita diversa per tutti. Più semplice per certi aspetti, senza quel silenzio soffocante che ha caratterizzato le nostre cene per anni, senza più il mio fingere continuo di stare bene,  senza più quella famiglia fatta di circostanze.

Ho sofferto? Non lo so nemmeno io. Ho patito nel vedere mia madra esausta di quella situazione, ho patito nel vedere che mio padre, quale estrema forma di difesa dal fallimento, ha fatto finta di niente, non ha mostrato nessun segno di dolore. So che è stato difficile anche per lui, ma anche in quella circostanza nessuna parola. Ero già abbastanza grande da capire che quella situazione non rendeva felice nessuno perciò amen.

Oggi mia madre sta bene, ha un compagno che la ama e che lei adora. Si sposerà l’anno prossimo e io sono contenta per loro e anche per me. Ammiro molto il suo compagno e lo considero un secondo papà. Brutale dirlo ma a volte – anzi quasi sempre – è lui che si comporta da padre nei miei confronti. E’ lui che chiamo se ho bisogno di qualcosa, è lui che mi ha presa in braccio per le scale un anno fa, quando con due buste del supermercato piene di calze, mutande, maglie e lenti a contatto, sono corsa via da una casa che mi aveva profondamente ferita e umiliata per suonare il campanello della MIA famiglia. Un mucchietto di ossa, 45 chili di rabbia, dolore, paura paura paura. Mio padre non c’era, “avevo mal di schiena” “avevo pochi soldi” mi ha detto. Certo, un abbraccio può costare molto. E non si paga con i soldi e non costringe a piegare il dorso.

E oggi, un paio di firme e la faccenda si è conclusa. Mia madre ha pianto nei giorni scorsi, mio padre non mi ha nemmeno detto che sarebbe andato in tribunale. Non una cazzo di parola, non un’emozione.

Eppure è mio padre, nonostante la sua assenza, il suo modo surreale di dimostrarmi che mi vuole bene, il suo sbagliare i nomi, il suo alzare un po’ troppo il gomito, il suo non esserci stato quando avevo bisogno. Non va bene ma me lo faccio andare. E’ un uomo solo, non posso lasciare che affoghi nella melma che si è creato. Inutile dire che mi porto dietro i sensi di colpa; a volte dico che no, non è colpa mia. Altre volte, invece, mi sembra di non aver fatto abbastanza, che forse uno sforzo in più da parte mia lo avrebbe aiutato.

Tant’è. Un po’ di malinconia verso qualcosa che avrebbe potuto esistere c’è, inutile negarlo.

(ps. mia madre mi ha appena telefonato, in lacrime. Mio padre, probabilmente, sarà già a casa a mangiare il solito fottuto panino con salame e formaggio, con la tv accesa su qualche triste film western. Venerdì sera vado a cena con lui. Ci sarà anche, per la prima volta, op. Spero che mio padre non lo chiami di nuovo Riccardo)

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~ di verdespirito su novembre 12, 2007.

15 Risposte to “Succede”

  1. che dire….tu comunque non c’entri niente, verdina….nessuno sforzo da parte tua poteva farci nulla, il rapporto tra un uomo ed una donna che non riescono più a stare insieme non può certo essere salvato da un figlio, nè da nessun altro. tuo padre mi ricorda il mio ex marito, anche lui non si ricorda le date di nascita dei figli, nè quanti anni hanno, non si fa vivo, è assente su tutta la linea….lontano nel bisogno e anche quando andava bene….mah. non deve essere facile per un figlio, ma non deve essere facile neanche vivere in una casa di silenzi (anche la mia era così), di incomprensione, di freddezza, se non di liti. in fondo tua madre ha trovato un’altra persona con la quale sta bene e che ti ha dimostrato affetto e comprensione, e hai pur sempre tuo padre, con tutti i suoi limiti….

  2. un abbraccio, cara.
    non posso dirti che so cosa si prova, perchè non sarebbe vero, però il tuo racconto mi ha stretto lo stomaco e mi fa ammirare ancora di più la persona che sei, coraggiosa e battagliera, una che non si arrende.
    mi dispiace tanto per questi dolori, però forse è vero che i fiori più belli sono quelli che crescono nei luoghi più difficili.
    meno male che adesso c’è o.p. che non rimani di certo a corto di dolcezza e serenità…
    baci baci

  3. …oltre a quello che giá sai, sappi che per l’occasione indosseró al collo un pass 10×15 con scritto in grassetto nero su bianco: “My name is….”

    p.s. O.P. invece saranno le iniziali tatuate sulle palpebre, che never say never 😉

  4. NInfuccia, mi dispiace tanto. Vorrei pero’ dire che sono d ‘accordo con ANima: non credo sia stata colpatua, o che tu avessi potuto cambiare le cose. Magari puoi provare a focalizzare la tua attenzione sulle cose positive: la ritrovata serenita’ di tua mamma, il suo compagno che ti ha, in un certo senso, adottata, una forma di equilibrio che si e’ venuta a creare.
    Non scegliamo mai i nostri genitori, cosi’ come loro non scelgono i figli. Fai bene a cercare di vedere il meglio della situazione, a cercare di mantenere buoni rapporti pur consapevole di come sono le cose per quello che sono.
    Spero che la cena vada bene 🙂

  5. Quello che mi chiedo oltre a tutte le ripercussioni che certi gesti provocano, ma in 8 anni avrai sicuramente metabolizzato, insomma per quale motivo dicembre si presti meglio di qualunque altro mese…

  6. anima: non mi riferisco al fare di più per “salvare” il loro matrimonio. mi riferisco al fare qcosa di più per mio padre che in questi anni non sembra aver trovato niente in grado di dargli una mossa.

    eli: no no le coccole non mi mancano!

    op: prova con i baffi finti 😉

    andy: ovviamente non penso sia stata colpa mia! i figli cosa ne possono? e ovviamente cerco di vedere il lato positivo…anche se oggi una fittina al cuore l’ho sentita

    anatroccolo: sì, ho metabolizzato. non ho capito la questione di dicembre, cosa vuoi dire?

  7. Ci sono persone proprio che stanno al mondo in questa maniera loro, oggettivamente un po’ del cazzo neh, però gli è che non sanno starci altrimenti, e tutto sommato è una croce mi sa. E meno male che tua mamma se ne sta con uno ora, dai vocabolari affettivi un po’ più variegati. e meno male che tu sono sicura sei una brava traduttora e pure l’omino profumato. Se lo chiama Riccardo, è sempre meglio de scemo… i che ne so. Chi sa che gli fa penzà il nome Riccardo.

    Orco
    devo scappà.

  8. abbracciuzzo, tiè.

  9. Mi sembra di capire che tu hai analizzato bene e profondamente quello che ti è successo nel corso degli anni…quindi sei forte abbastanza…per poter superare la pesantezza di quell’incontro.

  10. un abbraccio

  11. Credo che anatroccolo intendesse che a dicembre, con l’approssimarsi delle feste, un certo tipo di ferite si sente di più…
    Pipuffa-capisco-e-taccio

  12. Tesoro anche io ci sono passata per questa vicenda. Che dire…io mi auguro di non dovere mai dare ai miei figli un dispiacere del genere. Mi auguro di non dovere loro mai fare sopportare quello che mia sorella ed io abbiamo dovuto subire per anni. Anni di chiacchiere intutili e dolori soffocati. Ora mi ritrovo oltre i trentanni ad avere difficoltà a mettere su famiglia, sono psicologicamente provata. Ho una grande responsabilità che è mia sorella. E i miei? Dove sono? Non ci sono. E non ci saranno.

  13. Un abbraccio forte

  14. Si, diciamo che Pipuffa ha in parte ragione.
    Mi chiedo infatti per quale motivo si preferisca “disfare” proprio sotto le feste

  15. verduzzella..ne so qualcosa..credimi..secondo me non è compito nostro, parlo di noi figli, agire per modificare le scelte dei genitori.
    Aiutare tuo padre è una tua necessità non sua..non è un tuo dovere ed è un suo diritto comportarsi così!
    Le aspettative che abbiamo nei loro confronti sono sempre diverse dalla realtà, impara a prenderli come sono e le ferite si rimarginano priama o quanto meno prudono di meno!
    besos

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