Aids: se domani…

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Riemergo da giorni di lavoro continuo e prometto che racconterò qualcosa di parigi ma oggi vorrei parlare di Aids. Che detto così sembra che io sia un’epidemiologa, un’espertona, un’infettivologa o chissà cos’altro e invece sono solo una che ha passato gli ultimi tre mesi ad occuparsi di trovare un modo affinché il tema dell’HIV entrasse nelle case dei cittadini in modo non troppo violento ma comunque con un forte impatto.

L’argomento – per molte ragioni e per una in più – mi sta particolarmente a cuore. Muoiono di Aids migliaia di bambini nel Terzo Mondo, i farmaci in commercio sono 23 ma non guariscono, aiutano solo a campare più a lungo. Ho lavorato con alcune persone, una in particolare, che vivono la loro professionalità come una vocazione. Occuparsi dei malati – dal punto di vista medico, psicologico o attraverso grandi opere di sensibilizzazione – per loro non è un lavoro, è qualcosa che prende lo stomaco, la testa, i pensieri.

E io amo questo modo di lavorare, soprattutto quando si tratta di temi che coinvolgono la salute e la vita delle persone.

In Piemonte ci sono 6 uomini e 3 donne sieropositivi su 1000. Un numero alto, troppo alto che se da un lato indica che di AIDS si muore meno, dall’altro è la conferma che l’infezione da hiv non diminuisce.

Siamo tutti a rischio. Quanti di noi prima di avere un rapporto sessuale non protetto hanno chiesto al proprio partner se aveva fatto il test HIV? Non è necessario avere un rapporto con persone diverse ogni sera. E se la fidanzata di gioventù del mio compagno era sieropositiva? E se lui lo fosse oggi?

Fare prevenzione significa rivolgersi sì ai gruppi più a rischio ma anche a tutti coloro che credono che l’AIDS sia un’esclusiva dei tossicodipendenti o degli omosessuali. Significa parlare ai più giovani, affinché acquisiscano le conoscenze per proteggersi dalle infezioni sessualmente trasmesse, significa spiegare fino alla nausea l’importanza del preservativo, significa insistere sull’importanza del test che è gratuito, ad accesso diretto e anonimo. Significa parlarne, sui giornali, in tv, sui muri, anche qui sui blog.

L’immagine che vedete qui in alto è la copertina del dvd “Aids: se domani” che in questi giorni è in distribuzione gratuitamente in tutte le stazioni di Trenitalia, in quelle Gtt e in moltissime sale cinematografiche di Piemonte e Valle d’Aosta. Moltissimi personaggi del mondo della musica, del cinema, dello sport e della tv ci hanno regalato il loro tempo e la loro immagine per lanciare un segnale forte. Marco Maccarini – vj di Mtv – racconta la storia dell’Aids attraverso le voci di coloro che si sono occupati della malattia, associazioni, medici, volontari, infermieri…

Se vi capita di passare da queste parti e ne prendete uno non lasciatelo sullo scaffale del salotto ma guardatelo. Dura poco più di mezz’ora, non prenderà un Oscar ma aiuta a riflettere.

E se guardate bene  la scena finale….nell’angolino di destra…beh, c’è anche la sottoscritta 🙂

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~ di verdespirito su novembre 29, 2007.

2 Risposte to “Aids: se domani…”

  1. […] restiamo indifferenti, basta poco, un pensiero, una parola, una chiacchiera in salotto, una battuta, una spiegazione ai […]

  2. grazie.

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