Frequently asked questions

 Quello che leggerete mi frulla in testa da un bel po’ di tempo ma la mia natura, diciamo così, “lenta” mi ha imposto prima una lunga riflessione. Ecchila. Lunghetta eh, sia chiaro.Ho letto e ascoltato in questi giorni, soprattutto tra le amiche di pianerottolo, una serie di pensieri che potrebbero essere riassunti pressappoco così:

  • – va bene così, l’importante è accontentarsi
  • – non va bene un cazzo, accontentati tu
  • – ne ho le palle piene di essere come mi vogliono gli altri
  • – vorrei essere me stessa ma non so come si fa
  • – ho bisogno di amare, di amore, di tutte quelle robe pucci-pucci tesoro-tesoro ma piuttosto che ammetterlo mi sfracello le unghie a forza di mettere a bagno nell’ammoniaca corretta rhum
  • – ho bisogno di amare, di amore, di tutte quelle robe pucci-pucci tesoro-tesoro e lo dico
  • – non voglio essere come tu mi vuoi
  • – io sono ciò che tu vuoi
  • – voglio essere salvata
  • – mi salvo da sola, grazie.

Credo che la realizzazione della propria identità sia un percorso che nulla ha che fare con l’età del soggetto – donne in questo caso – quanto piuttosto con l’accumulo di esperienza individuale e una buona dose di cazzacci altrui, che si sa, un pochino gli altri aiutano.

In un dialoghetto in clima messicano con l’op raccontavo, qualche sera fa, della mia esperienza adolescenziale con il corpo, il mio e quello altrui. Rapporti difficilissimi in entrambi i casi. Anni, tanti, troppi, di completa fuga dalla femminilità, il disgusto profondo ogni volta che incrociavo uno specchio, l’ossessione per il culo culone, per le cosce non certo filiformi, per l’altezza minima, ecc…Impossibile per me pensare di avere a che fare con il genere maschile. O meglio: avevo un fidanzato che amavo molto, era il mio rifugio dalla paura del mondo esterno e dal confronto con gli altri, ma l’approccio fisico era comunque carico di sensazioni ben lontane dal sesso vissuto con passione e allegria. E oggi mi rendo conto che il mio atteggiamento era in bilico tra due mondi contrapposti: da un lato mi sentivo sempre inadatta, insufficiente e mostruosamente banale, dall’altro lato però accusavo il mondo esterno di non essere capace di accettarmi perché io forse ero troppo speciale per lui. Balle, in entrambi i casi. La denigrazione assoluta di me e il ritenermi superiore a quel mondo che non mi accettava. Non mi vuoi? Tzé, solo perché non capisci la mia grandezza. Delle due nessuna. Tolti gli occhiali da harry potter, smessi i fuseaux con la staffa (ehhhhhhhh i primi anni ’90), eliminata dal viso l’espressione da eterna incompresa che gioca a fare l’intellettuale scassapalle, cucù, eccomi. E ovviamente mi ritrovai senza quel fidanzato. E smisi anche di pontificare, soprattutto sulle scelte altrui. “Io non so come faccia a farsi trattare così da un uomo…”, “Io sono libera”, “Odio il romanticismo”, “io non vivrei mai come lei…” insomma tutte quelle robe che è giusto dire fino ad un secondo prima di caderci dentro. Poi bisogna smetterla, altrimenti la figura di merda è proprio lì dietro l’angolo. Ho messo e tolto mille volte i panni di quella indipendente, che non ha bisogno degli uomini, quella che se la cava sempre da sola, che sceglie i tempi, i modi, questo sì, questo no e l’ho fatto tante volte senza coerenza.

Non posso fare a meno però di chiedermi il perché. Raccogliamo le briciole per la paura di non trovare una biova, attacchiamo, mordiamo per il timore di essere ferite per prime, ci lasciamo completamente annientare – ma a noi piace pensare di avere sempre il controllo, vero? – da uomini il cui unico desiderio è sperimentare il loro malato potere, crediamo ciecamente a chi ci dice che prima o poi staremo insieme, solo il tempo di sistemare i figli, la moglie triste, il mutuo, il lavoro…e noi lì, a fare le donne che non devono chiedere mai, quelle superiori ai coinvolgimenti sentimentali, quelle che non trovano un uomo perché non ci sono uomini alla nostra altezza, quelle che escludono da sé il mondo solo perché un pezzo di quel mondo ci ha ferite…

E mi dispiace percepire questa paura. Lo so che talvolta è l’unico modo che abbiamo per sopravvivere ma perché facciamo così fatica a trovare un equilibrio? Qual è il pezzo mancante che ci impedisce di ricercare la serenità?

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~ di verdespirito su febbraio 1, 2008.

25 Risposte to “Frequently asked questions”

  1. uno e due, non ho un cazzo di idea.
    inoltre cos’è quella cosa che dovrei mettere a bagno nell’ammoniaca corretta rhum ..?

  2. le unghie 😉

  3. io non so assolutamente cosa significhi avere equilibrio…è per questo che lo cerco in continuazione…

  4. tu hai descritto in vari modi come sto oggi e ultimamemte a causa (ancora un alibi?) di un uomo. Che mi fa soffrire e mi da della squilibrata perchè soffro. Io lo so che un equilibrio non lo trovo, che un pezzettino me lo sono perso per strada, ma perchè per gli uomini l’arma migliore è sempre farti sentire paranoica, depressa e squilibrata appena non li fai sentire dei supereroi? perchè, perchè, perchè, se basterebbe che tirassero fuori quel fottuto pezzetto dalle loro tasche e con un po’ di impegno lo inserissero nel tassello mancante?
    vabbè… sto vaneggiando. Ma sono stata a un passo dalla felicità e oggi sono nel pieno della disillusione.
    Grazie comunque per il post molto vero.

  5. però ecco vedi, ancora sul fatto aaah non ci sono uomini alla mia altezza. a parte che non ci sono uomini alla mia STATURA… è così. anche se la mia altezza sarebbe circa 6 cm da terra. e ti spiego anche il perchè: perchè una storia che sì vabbè, mi adatto, mi va quasi bene, è un amico è un fratello, è un bravo ragazzo, mi castro un pochino MA si contenta anche lui povero, l’ho avuta, e sai come e finita… e sai perchè non voglio più. colpa mia che sono squilibrata? d’accordo. la vita questo è? d’accordo. la conclusione è che non esiste un uomo che vada bene per me, o anche che non sono in grado di avere una relazione tout court, non è che mi faccia piacere, ma la verità è questa, quali che siano le mie necessità, orgoglio, unghie e aspirazioni uterine. questo fatto viene generalmente tradotto dal maschio etero di turno (di solito in un impeto di stizza da regina fessurina©) in una delle 3 cose:
    -chi cazzo ti credi di essere?
    -no no l’uomo perfetto sono io solo che mi fai letteralmente orrore non prendertela eh
    -sei lesbica
    ma nessuna delle 3 è completamente o esaurisce il problema… ecco. le cose non cambiano, solo perchè le guardi da un diverso punto di vista.

  6. comunque chi lesina di sè stesso a mo’ di briciolame è un cagone (e con questo non intervengo più..)

  7. sull’argomento si potrebbe disquisire molto a lungo.
    Io credo che ogni persona è un caso a se proprio perchè ha un certo carattere, un suo bagaglio di esperienze ecc…
    In fine credo che l’quilibrio e la serenità si possano raggiungere ma che non siano mai definitivi proprio perchè nella vita si continua a mutare..

  8. la risposta ovviamente è boh. ma che ne so. io sono partita “normale”, mi sentivo normale, non la regina di saba ma neanche un cesso, certo non ero di quelle che avevano tutti ai loro piedi, poi sai come succede, ti innamori di uno che per qualche motivo ad un certo punto ti fa sentire un cesso, e lì ti viene il dubbio che è vero. io da piccola e da giovane mi sono sentita molto sola, anche perchè ero figlia unica e mi tenevano molto a casa, quindi un uomo rappresentava anche tutto il mondo fuori, fare cose insieme, amici, allegria, compagnia, amore, sesso, ecc. magari investi tutto questo in uno che non è adatto a te, e poi l’esperienza va male e ti costruisci un’immagine negativa di te stessa. e così via. ti costruisci in modo non corretto, e i mattoni successivi restano storti. comunque:
    – io non ho sempre il controllo
    – io non sono superiore ai coinvolgimenti sentimentali
    – io non credo ciecamente a nessuno, a volte ci credo un po’ ed è lì che mi sento stupida, magari, perchè per esperienza altrui, libresca e propria so che certe frasi sono scontate, fatte, di rigore e routinarie, noblesse oblige dire così
    – a volte le briciole possono essere più comode della pagnotta, avere un uomo in casa giorno e notte a volte è una rottura, in qualche modo mi sentirei in dovere di essere più ordinata più organizzata e con un frigorifero più adeguato, in fondo essere fidanzati e vedersi ogni tanto non è mica male (specialmente alla mia età, figli fatti, vita costruita, gusti personali consolidati, ecc)
    – uomini alla mia altezza ce ne sono, non odio gli uomini (salvo eccezioni)
    – a me vivere piace tanto, non ho nessuna voglia di chiudermi in casa e non ho paura di vivere
    – nel complesso sto bene, faccio tante cose che mi piacciono
    – però, sì, odio stare da sola, è una parte di me che accetto, sono così.

  9. scusa, è un po’ troppo lungo…..:-(

  10. ci rifletterò su, Verdina.
    Per quanto mi riguarda, sono direi quasi al punto in cui accetto me stessa, nei miei equilibri squilibrati.
    Sono sicura di me, al limite del presuntuoso; e sto decidendo di fregarmen dei giudizi altrui.
    Un atteggiamento che non mi piace, quando l0o riscontro nelle altre donne, è quello delle eterne incomprese, che non trovano mai l’uomo che comprenda la loro eccezionalità.
    Ci credo poco.Anche perchè trovo che gli uomini siano cento volte più ingenui di noi, è il loro bello.
    Non sono per niente equiilibrata, voglio rapporti squilibrati, ma se è una cosa che cerco e procaccio io, in definitiva, mi va bene cosi’.E sono contenta di come sono, sicura al limite della presunzione.

  11. Sinceramente io credo di aver perso il mio equilibrio.
    L’unica cosa che mi equilibra é mio figlio, anche perché é piccolo e quindi ha tante necessitá per cui non ti puoi dare il lusso di perderti. Non puoi. Lui é lí che te lo ricorda sempre.
    Peró il fatto di avere mio figlio, che é la mia più grande ricchezza ed é la cosa che piú conta per me, su tutto e tutti, non significa che io abbia equilibrio.
    Non ho mai avuto paura a dire che voglio amare, ma voglio anche essere amata. Credo che ci sono persone che danno i sentimenti, le emozioni per scontato. Come si fa? Io non ci riesco.
    Sono consapevole che da sola ce la farei perfettamente, conosco le mie capacitá, mi apprezzo. Ma non credo di essere nata per stare da sola, forse nessuno lo é.
    Come si fa quando ti trovi a che fare con qualcuno che vive in coppia, ma poi la coppia non sa cosa sia, che fa tutto come se fosse solo, comportamenti, decisioni che nulla hanno a che fare col condividere di una coppia. Come si fa quando ti senti dire “io non ti ho promesso nulla”? Foderarsi occhi e orecchi con prosciutto non credo serva.
    Comunque ogni caso é un caso a se ed ogni persona deve essere in grado di misurarsi con se stessa prima che con gli altri.

  12. volevo precisare il fatto degli uomini ingenui:intendo che sono adorabili; eche il potere di seduzione femminile è enorme.E mi pare che non sarebbe male riconoscerlo, o ricordarlo.

  13. non so. a me gli uomini non piacciono 😉
    (la felicità la ricerchiamo costantemente finchè depressione non sopraggiunga. e costantemente non la raggiungiamo vivendo delle promesse che facciamo e noi stessi senza sapere se davvero saremo capaci di mantenerle. attenzione, però. che ho detto vivendo e non il suo contrario. olè, ah ah)

  14. ordunque.
    aless: mi sono posta quelle domande per quattro anni raggiungendo la massima disillusione. non lo so perché gli uomini, alcuni non tutti grazie al cielo, facciano cosí…forse é quella vecchia storia del potere da esercitare che li condiziona. ma forse non spetta a loro darci quel tassello mancante, non credi?

    eva: gran fatica cercare equilibrio

    any: ho dovuto leggere due volte 😉
    sull’accontentarsi, castrarsi e raccogliere le bricole la penso esattamente come te. In parte abbiamo vissuto un’esperienza simile e sappiamo entrambe cosa non funzionava. sul fatto che non esiste un uomo per te..beh..perdonami ma mi sembra una gran cazzata. cosa vuol dire che non sei in grado di avere una relazione? che le tue necessitá non troveranno mai un corrispondente maschio? dai laura, sei donna esattamente come me e sai giá quello che non vuoi piú, mi sembra un buon passo avanti. cosa devo dirti? che arriverá presto? non lo so, ma un po’ di esercizio nel frattempo aiuta 😉 non chiudere le porte, non te lo meriti

    b.a: work in progress senza dubbio

    animina: ohmammasantissima! le briciole piú comode della pagnotta? per un po’ forse ma vale la pena sprecare tempo cosí? chi di noi non si é mai sentita una merda per colpa di un uomo? e quindi? ci dobbiamo sentire tali tutta la vita perché ci hanno rappresentate cosí??? no, mi dispiace. Ciascuna di noi é diversa, piú o meno dolce, femminile o meno, introversa o espansiva, ciascuno di noi ha bisogno di tanto spazio per se stessa altre meno, ma le briciole non le merita nessuno. Tu per prima.

    laura: tu hai una consapevolezza di te stessa che spiazza, te l’ho detto l’altra sera. le tue scelte hanno il fine di mantenere l’equilibrio che hai faticosamente raggiunto, anche se a molti puó sembrare cosí particolare. Ma é il tuo e va bene cosí. Sull’ingenuitá degli uomini dissento un po’, non credo che sia una delle loro piú evidenti peculiaritá.

    tinuccia: vero, dobbiamo misurarci con noi stesse prima, altrimenti il rischio é di perderci completamente quando c’é un uomo con noi.

    basker: forse dovremmo smettere di promettere e morsicarci la lingua prima. una promessa in meno e una scelta in piú.

  15. per quanto riguarda l’ingenuità, Verdina, mi sono spiegata male, credo…diciamo tenerezza, o qualcosa del genere.
    Io amo gli uomini, e credo di non averne conosciuto uno che fosse tenero….come magari in fondo siamo teneri tutti.
    E questa secondo me è una delle meraviglie della natura umana.
    Buona domenica Verdina, l’influenza mi fa delirare.

  16. Ho letto il post e mi sono molto rispecchiata in quello che dici..
    solo io sono rimasta della stessa opinione: sono abbastanza “speciale” da aver assoluto bisogno di indipendenza, da pensare che un individuo vale per se stesso e nn per la persona che ha affianco.. delusioni ne ho avute, come tutti, ma sono stata innamorata e il mio modo di vedere nn è mai cambiato: io nn ho bisogno di nessuno per stare bene.
    Ho convissuto con uomini nel periodo dello studio e il mio giudizio su di loro ne è uscito estremamente ridimensionato.. sono essenziali, tutti i discorsi che fanno in presenza di una donna sono utilizzati solo per fare colpo.. sentirli parlare tra loro è veram triste. Non ho diprezzo o sentimenti negativi, ma faccio fatica a credere a una sola parola ora

  17. ti dico solo sta perla:
    immaginati la scena:
    3 giorni a casa da soli (senza i miei).
    io che prendevo la pillola ed ero giusto un tantino gonfietta, ma avevo deciso di non farmi problemi che tanto conosceva ogni mio millimetro.
    tornano i miei.
    usciamo.
    rientrando a casa con voce greve mi fa “senti…mi piacerebbe che dimagrissi…ma non per il grasso…per la cellulite”.
    inutile dire che ho smesso la pillola, sono dimagrita e poi l’ho mollato. così, me l’avevi fatto tornare in mente.

  18. Volevo leggere tutti i commenti. so arrivata fino absker e poi ho dovuto controllare i fagiolini. e mi spiace se ora dirò qualcosa che qualcuno possa aver già detto. A parte, bel post naturallemè.

    Mi sono venute delle riflessioni sparse.
    – La prima è che in certe fasi della vita lo squilibrio è d’obbligo e l’equilibrio è inquietante. E l’amore deve squilibrare deve terremotare se no ahòe che d’è? e poi noi cambiamo, cambiamo sempre, come siamo poco affidabili – come è poco affidabile il nostro corpo e il nostro desiderio.
    – Non trovo che nessuno sia più ingenuo di nessuno, come maxi categorie tipo maschi e femmine. La consapevolezza di se è sempre più potente quella si, rispetto a chi invece non lo è. La consapevolezza di se alle volte diventa una roccaforte pure troppo solida – tiene uin pugno l’altro e non fa muovere nessuno.
    – altra cosa sono gli squilibri stabili. Eh ma quelli ci hanno logiche tutte loro.

  19. equilibrio????..non pronunciare mai sta parola in mia presenza!!!

  20. repetita forse iuvant… non c’è UN equilibrio. Ahimè i punti cambiano noi ci danniamo spesso, perchè ce li ritrovaviamo km distanti. Si sono spostati e nemmeno ce ne siamo accorti.
    E poi c’è un’altra cosa davvero poco orginale da dire, che secondo me è “manca la comunicazione”. Ci parliamo e non ci ascoltiamo, noi per prime. Le esigenze le manifestiamo pure, ma c’è sempre l’altra parte che nUn te se fila…e ci si infogna…in coppia poi, noi e i nostri uomini teneroni, bamboccioni, panettieri delle briciole, gran donatori o assoluti egoisti, smettiamo spesso di comunicare. Quando ci si riprova si parlano lingue diverse e cio’ che non si comprende più o che non si è mai capito, o una cosa nuova da conoscere …ecco, crea la paura.
    (che minestrone che ho fatto…vabbè)

  21. Allora. Sono concordissimo con la Zaub, non ci vedo questioni di genere. Per (triste) esperienza personale, vedo invece differenze di autostima, di consapevolezza, di lucidità.
    Qualche tempo fa una amica un po’ psicolabile, e abbandonata da poco dal marito, mi diceva: come fai a stare bene senza un amore vero? Io HO BISOGNO di essere amata. Ed io le ho risposto che non ne avevo BISOGNO, ne avevo PIACERE. Che non è la stessa cosa.
    Ma davvero devo pensare che il mio ruolo di uomo sia quello di mettere il tassello mancante? Questa è una responsabilità che non voglio io, e che non voglio dare a nessuno nei miei riguardi. Ognuno metta i suoi tasselli al loro posto. Quello che manca non sta a me metterlo – io posso mettere qualcosa di mio, e sono contento di farlo.
    Ma se una persona (uomo o donna che sia) non si regge in piedi da sola, dovrebbe imparare a farlo prima di chiedere a qualcun altro di tenercelo. E magari di incazzarsi perché l’altro non lo fa abbastanza bene.
    Dopodiché, VS, scusa per essere stato magari un po’ troppo provocatorio.

  22. se le persone che non si reggono in piedi da sole non trovessero morosa l’umanità s’estinguerebbe in sei mesi…

  23. dunque. rispondo subito a rob. io non ho mai detto che spetta ad un ipotetico compagno o compagna mettere il tassello mancante. mi sono chiesta cosa manca a noi donne per essere davvero felici, tenendo presente che siamo diverse, che ciascuna di noi ha vissuto esperienze del tutto personali. lasciando intendere che spetta a noi stesse dare un’identità a quel tassello. per mia esperienza personale so che quel tassello, per me, non ha il volto di un uomo ma è il frutto della stima che ho imparato a nutrire in me stessa e nelle mie capacità. Quando ho smesso di farmi trattare – ahimé da un uomo – come un essere inutile, arrivando a crederlo davvero e mi sono guardata con realismo allo specchio, ho colmato un vuoto che mi ha distrutta per anni. E quando poi, finalmente, ho incontrato qualcuno di speciale ho potuto regalargli quello che faticosamente stavo costruendo dentro di me. Non credo ai salvatori, uomini o donne che siano; un rapporto di coppia per soddisfarmi e rendermi felice deve dare alle mie giornate quelle lucine colorate (o stelline per dirle alla minnie) in grado di farmi sembrare più belli anche i momenti più tristi. E regalarmi piccole gioie quotidiane.

    any: concordo 🙂

    …gli altri dopo che c’ho da lavoràààààààààààààà

  24. Il che vorrebbe dire che siamo d’accordo…

  25. e gli squilibrilli in che range stanno?..tra gli squilibrati, gli ubriachi, i fortunelli, gli equilibristi, i giocolieri, i parolai, i fantastici quarantaquattrogatti?..

    nun sò a quest’ora della notte dove stà io mio equilibrio..vado a nanna che domani se parte per venais..che è già un bel dire…:)))))))

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