sgrunt

…a volte il filo su cui cammino, rattoppato, annodato, ricucito e reso – oggi – splendente, si fa più teso e io, che non sono capace di camminare con un piede davanti all’altro ma sembro paperina, indugio, mi fermo e lo stomaco si contrae.

Non pensavo che amare così tanto potesse generare nuove insicurezze e che io non fossi capace di razionalizzare gli avvenimenti e le parole. Invece mi trovo a fare i conto con un’eredità lasciatami da profonde ferite, oggi cicatrici, che ogni tanto – forse quando piove, come i dolori articolari – spurgano vecchi retaggi emozionali e mi mettono di fronte alle mie debolezze.

Ho paura di perdere quello che ho, di non essere all’altezza, di non essere abbastanza attraente, di non fare il possibile per darmi, per rendere felice chi mi sta accanto. Ascolto i discorsi di matrimoni, di storie finite, percepisco intorno a me la “normalità” di avere un altro o un altra al di fuori del rapporto, chiamiamolo “ufficiale”. Sento le donne e gli uomini che raccontano che non può durare, che le donne devono essere sempre belle per i loro compagni, che chissenefrega dei pavimenti, meglio un baby-doll, che l’abitudine e il vivere insieme tranciano le passioni, che alla fine si cerca sempre qualcos’altro.

E io ho paura, perché non voglio credere a tutto questo, perché penso che noi siamo diversi, che tu sei speciale e hai scelto me e allora non può che andare bene.

E poi mi addormento alle dieci sul divano e tu mi lasci dormire, con il pigiama di hello kitty e i miei vestiti spiegazzati sulla sedia. Tu che hai lavorato, hai fatto mille commissioni e nel frattempo hai steso, lavato i pavimenti, stirato. Tu che sei completamente autosufficiente e io che non lo sono, perché se non ci fossi tu a fare le lavatrici probabilmente avremmo la roba pulita solo la domenica sera. E allora penso che forse ti stuferai di tutto questo e che sarebbe meglio avere accanto una donna che badi perfettamente alla casa e sia sempre passionale e coccoli in ogni modo il suo uomo.

Sei tu quello delle sorprese, quello che cucina meglio, quello che si occupa delle bollette, quello che fa il padre e l’amico e il compagno, quello che mette le mie esigenze sempre al primo posto e non mi fa mai pesare nulla.

Io sono quella che lascia tutto in disordine, che quando cucina una frittata sporca cinquecento pentole, che fa fondere la plastica nel forno, che perde i documenti, che non riesce a raccogliere la cacca di jiji senza un conato di vomito.

MI sento sempre in difetto, ho continuamente in testa una voce che mi dice “sì, anche questa volta hai mancato”…eppure tu non dici mai nulla, non ti mostri infastidito, non ti arrabbi mai. E allora penso, ecco non si arrabbia perché non vuole ferirmi, ma forse vorrebbe farlo e poi non lo fa perché conosce le mie fragilità, lo fa per proteggermi.

Io con l’omino profumato non ce l’ho la corazza e le paranoie, qualche volta, spuntano.

E pensare che ho appena comprato un paio di tacchi bellissimi 😉

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~ di verdespirito su maggio 22, 2008.

32 Risposte to “sgrunt”

  1. senti ma… non è che OP ha un fratello, magari più grande, single, per me?
    😉

    non ti sentire inadeguata, probabilmente hai un sacco di pregi di cui neanche ti rendi conto, ma che lui ha molto ben chiari in mente.

    P.S. scherzavo sul fratello di OP, io il mio Omino non lo cambierei per tutto l’oro del mondo, anche se non fa mai le lavatrici, non stira e lascia calzini sporchi dappertutto! (vedi com’è? lo amo perché è lui, e chissenefrega se è disordinato!)

  2. “chissenefrega dei pavimenti, meglio un baby-doll” però mi sentirei di sottoscriverlo…
    secondo me un domani che eviti di mettere la plastica in forno sei perfetta…

  3. elena: c’è un fratello ma non è single e poi tu hai il tuo omino!
    any: sì sì assolutamente, ma sai, quando intorno ti dicono che devi essere attraente-disponibile-casalinga brava -madre (non lo sono, ma la tiritera è questa)-amica-sessualmente curiosa e passionale-divertente,ecc…ecc… e tu non sai da che parte girarti e di queste robe non sempre riesci a metterne insieme più di una per mille ragioni…ecco, allora ogni volta che una di queste cose prende il sopravvento ti chiedi se nel frattempo le altre stanno a fare una briscoletta e hanno fatto fagotto verso lidi nuovi.
    Sai laurina, l’insicurezza di cui tu parli nei tuoi gioielli di post, prende forme diverse a seconda delle situazioni che incontra. Il timore di non essere mai all’altezza è una cosa che mi porto dentro da sempre, diciamo che negli ultimi cinque, sei anni è aumentata esponenzialmente. Mi rendo conto che superare questi momenti con op accanto è un lusso che ho vinto alla lotteria, ma che non mi ha resa immune. Infatti la plastica si è sciolta 😉 cazz…

  4. ehh…ci vuole la vita. nel senso della vita che scorre, la vita che insegna, che porta a fare errori e a non farne più. la norma non è avere storie parallele..e che dopo 20 anni insieme quello che c’era di dire si è detto, tutto e di più, quello che c’era da fare si è fatto, anche di più. quindi hai due grandi strade : o diventi la sorella-amica-affettuosamente legata al tuo compagno, o hai bisogno di altro.
    non è colpa di nessuno. semplicemente è.
    non possiamo fare tutto benissimo : si fa quel che si può, se non si è adatti a raccogliere cacche di cane si raccoglie altro.
    ti sei mai chiesta perchè alle volte certi uomini (o donne) hanno amanti che sono fisicamente magari più bruttini delle loro mogli (o mariti) ?..perchè ridanno la passione, ridanno le parole, ridanno il sesso che scorre come adrenalina.
    quello, forse, bisognerebbe non perderlo mai di vista.
    forse.
    non ci sono ricette. si cammina su un ponte tibetano : cercando di non cadere mai.

    un bacio bello

  5. Cara VS,
    fra il non combinare nulla o pochissimo ed esser la compagna perfetta ce passa! Se uno vuole, qualcosa riesce a combinarlo comunque. Posso capire che non sai cucinare, manco io, ma due lasagne riscaldate al forno con due patasnella non ci vogliono grandi doti. Posso capire che non sai pulire i pavimenti, io li sporco ancor di più, ma pigiare due bottoni di una lavatrice e stendere i panni è quanto di più banale ci sia. Non so… secondo me se ci tenessi veramente tanto a costui secondo me ti daresti molto più da fare. Forse non sei poi così stimolata e la paura della solitudine è l’unica forza che ti tiene incollata. Magari ho frainteso tutto o magari no. Serve anche per conoscersi.
    Con sincera premura,
    Notturno.

  6. cara verdina, meglio il baby doll, le scarpe con il tacco, le braccia aperte e la capacità di ascolto delle lasagne, pavimenti ecc ecc ecc!!! l’importante è coltivare il rapporto tra di voi, la casa è in secondo piano. se proprio ti turba, trova una colf che venga a darvi una mano e rilassati…..non dar retta ovviamente a chi ti dice che bisogna essere vamp, casalinghe, madri e donne d’affari affermate, non ci riesce nessuno, nessuna è wonderwoman. è uno stereotipo idiota (tra l’altro vale solo per noi, da un uomo nessuno vuole che sia ricco, affermatissimo nel lavoro, bravo a stirare e cucinare, un dio a letto, colto e sempre pronto a uscire per andare a ballare…)(non che farebbe schifo, a pensarci, anzi se senti di qualcuno cosìchiama…)

  7. cara verdespirito, come ti capisco..
    io mi sento continuamente inadeguata, impacciata, sbagliata, che ho continuo bisogno di qualcuno che mi dica che va tutto bene.
    all’università, in casa, con il mio ragazzo.
    io che a ventitre anni dormo ancora con la lucina di pluto attaccata alla presa, che vesto come mi pare, piena di colori, che non mi trucco se non costretta, che ho i capelli come la cresta di un leone..
    sono così lontana da quelle ragazze-miss-perfezione sempre precisine in tutto, sempre nel modo corretto nel momento giusto.
    e mi sento così triste quando ci penso, quando capisco che non sarò mai come loro, che questo atteggiamento non fa proprio parte della mia natura, da eterna bambina bisognosa da affetto.
    più ci provo e più sbaglio, tanto che alla fine mi sento anche peggio!

    però, riflettendoci serenamente, possiamo concludere che se abbiamo intorno gente che ci vuol bene e un fidanzato che ci ama così tanto da accettare i nostri mille difetti, le nostre mille mancanze, che accetta di farci contemporaneamente da fidanzato, amante, compagno, amico, padre… beh, allora non siamo poi così cattive!
    ti abbraccio

  8. rispondo subito a notturno: no, no, non ci siamo proprio. io so cucinare e anche bene, so pulire, stirare, lavare, lucidare le piastrelle e tutte queste robe mi riescono. ma che paura della solitudine???? il mio rapporto con omino profumato è stupendo e non ci sono buchi nerio motivazioni nascoste alla mia coscienza che me lo fanno amare così tanto. E poi il punto non è la casa, ma la mia insicurezza. Op lavora a casa e perciò dedica più tempo di me alle faccende, perché io lavoro fuori e rientro all’ora di cena. Va bene l’insicurezza ma non è che sono una merdaccia! E poi patasnella???? ma se faccio uno strudel da urlo! 😉

    minnie: comprendo ma non condivido. non esistono solo quelle due opportunità, o altro o sorella-amica. non possiamo saperlo. ma io non sono qui a interrogarmi sul per sempre, non mi interessa, io vivo oggi il mio presente. ma non mi adagio su quello che ho, mi pongo delle domande, perché voglio che il mio rapporto funzioni. non importa per quanto, voglio che funzioni oggi e forse un po’ di insicurezza aiuta a mantenere alto il livello di attenzione. hai ragione tu, è importante non perdere mai di vista certe cose. anche se sono convinta che sia molto più facile farlo quando le responsabilità nei confronti dell’altra persona sono limitate e nei momenti in cui si sta insieme non c’è altro intorno. I problemi di casa, famiglia, figlie, organizzazione domestica, pigiami, ferri da stiro, merde di cane e bollette non sono sicuramente un incentivo alla passione e una storia senza quelle robe lì, se da un lato perde alcune cose, dall’altro ne guadagne altre, tra cui quel mondo fatto solo di parole, sussurri, sesso. Inutile negarlo cri, è così.
    E’ vivere di sussurri sesso e parole con il ferro da stiro è un’impresa difficile ma non impossibile.

    animina: sì, devo rilassarmi e infatti ieri ho comprato due cosine in profumeria 😉

    pensandoti: no, non siamo così cattive, forse abbiamo solo bisogno di trovare una nostra dimensione

  9. certo che se ti addormenti sul divano alle dieci, dopo aver lavorato tutto il giorno fuori casa, neanche ce l’avete il tempo per litigare 🙂

  10. no, non è impossibile. bonne chance, cara.

    io ho molti anni più di te, e ho visto e parlato con molte donne. ho un’altra esperienza e ho fatto scelte non facili.
    rimarrò per sempre una zitella dentro, perchè ho capito cosa voglio.
    ma non tutti vogliono il vento..c’è anche chi adora la bonaccia calma..l’importante è sapere quello che si vuole e viverselo.
    il resto sono solo sofismi.

    a presto..che il tuo strudel è veramente buonissimo..sono io quella di 4-salti-in-padella :)))))

  11. ahahah cri, non è vero, anche il pesce al forno che fai tu e la torta salata sno buonissimi!
    io so solo che voglio vivermi l’omino profumato e il suo mondo e cerco di farlo nel modo migliore possibile per rendere lui e noi felici. Io lo faccio oggi, se domani saremo ancora in grado di volerlo in due bene, altrimenti non avrò il dubbio di non avere fatto abbastanza, ma prenderò atto della situazione 🙂

    basker: uhhh pensa che adesso devo pure studiare per un concorso, figurati come si riduce il tempo 😉

  12. In una riunione di madri all’asilio di mio figlio qualche giorno fa si parlava, tra le altre cose anche di questo: donne madri, mogli, amanti, professionali sul lavoro, dolci con i figli, piene di premure e di stimoli sessuali per il marito… Insomma molte richieste, molti ruoli per una sola donna.
    E a me venne la voglia di collocare una domanda: scusate, ma qualcuno ci ha mai chiesto come vorremmo noi gli uomini? Come ci vuole la societá, como ci vogliono i mariti etc. lo sappiamo, ma noi ‘sti uomini come li vogliamo? Sará che tutta questa pressione la sentono pure loro? Secondo me no.
    Comunque nella mia visione degli uomini molti aspetti il tuo OP ce li ha giá, quindi auguri a tutti e due.

  13. Tesorina,
    la donna ideale è quella che sa essere brava cuoca in cucina, signora in salotto e puttana a letto, ma è l’ideale, appunto, e non esiste. Gli uomini ci amano per quello che siamo, con le nostre non-perfezioni. E non è per un pavimento non a specchio che smetteranno di amarci. Ci giurano che è per la vita e noi lo giuriamo a loro, ma è come chiedere ad una candela di bruciare tutta la notte, si sa che non può.
    Possiamo provare ad essere signore cuoche e puttane, non solo per far felici gli uomini, ma anche per nostro piacere.
    Certo, se poi finisce che facciamo le signore in cucina, cuciniamo in camera e facciamo le puttane in salotto, allora si che son casini… 😀

  14. più fiducia(in se stessi e nelle persone che ci amano).
    ascoltare gli altri, ma fino aun certo punto.
    Andare avanti per la propriia strada.Pensare di essere unici e speciali.

  15. “Ascolto i discorsi di matrimoni, di storie finite, percepisco intorno a me la “normalità” di avere un altro o un altra al di fuori del rapporto, chiamiamolo “ufficiale”. Sento le donne e gli uomini che raccontano che non può durare, che le donne devono essere sempre belle per i loro compagni, che chissenefrega dei pavimenti, meglio un baby-doll, che l’abitudine e il vivere insieme tranciano le passioni, che alla fine si cerca sempre qualcos’altro.”

    …. eh si, che triste… anche io sento tanti discorsi del genere… ma io non ci credo, NON voglio crederci. Mi rifiuto. Avvilisce, lo so, rende triste. Perchè io credo nelle favole, nell’amore eterno, nella fiducia reciproca, nella passione. Sarò una sognatrice, ma la mia piccola favola la sto vivendo e me la voglio godere e ce la metterò tutta per viverla fino in fondo.
    E non mi importa se mi dicono che non sono realista, che nella vita non si sa mai come finirà. Io parto e continuo convinta, è questo l’importante.
    Certo non ho la sfera magica per vedere il futuro, ma mi domando: vivo meglio io che sogno o chi mette sempre le mani davanti per non sbilanciarsi?
    E posso avere il baby-dool o avere la tuta con i calzetti per fuori che io lo so che per lui è la stessa cosa. Posso aver lucidato il pavimento o aver lasciato la camera e il bagno con montagne di vestiti e capelli e polvere ovunque che per lui è la stessa cosa. Posso aver avuto periodi in cui mi addormentavo sul divano alle 21 ed altri che facevo scintille tutta la notte ed io lo so che per lui è la stessa cosa. E lo so perchè prima che iniziasse la nostra storia eravamo coinquilini. Mi ha vista di giorno, di notte, la mattina all’alba, ben vestita, in tuta, con i capelli unti, con pettinatura accattivante, etc… lui mi ha cercato e voluta lo stesso.
    Io e il mio omino stiamo vivendo la storia più bella che ci potesse capitare, e (alla faccia di tutti i realisti) noi ce la godiamo, ci divertiamo e ci amiamo ogni giorno di più.
    Siamo fortunate Verdespirito, omini così esistono, storie che sono favole esistono. E viviamole senza ascoltare quello che si dice in giro.

  16. Dopo 17 anni insieme al Biondone che dire? le storie sono ANCHE calzini in giro per la casa e irritazione. ANCHE sesso ululante dopo tanti anni ;). ANCHE guardarsi scoglionati e pensare che barba che noia che noia che barba. ANCHE ridere e fare ridere. ANCHE dormire insieme dopo avere litigato. ANCHE innumerevoli colazioni pranzi cene. ANCHE malattie misteriose finite bene. ANCHE figli che si intrufolano felici. ANCHE tanto mistero. ANCHE i viaggi. ANCHE sperare di fare i pensionati insieme. ANCHE la paura di tante cose e la sensazione di sentirsi fortunati. ANCHE ‘na cifra di altre cose… io sinceramente non avrei proprio lo spazio mentale/fisico per un amante parallelo, sto davvero bene cosí.

  17. bah, verdina, indubbiamente l’amore genera incertezza oltre che felicità. perchè, come tu scrivi con disarmante sincerità, si ha paura di perdere ciò che si ha.
    eppure, sembra un paradosso ma non lo è, è proprio questa paura il motore che consente di mantenere vivo un rapporto, di soffiare sulle fiamme della passione.
    sai quando finisce?
    quando ti adagi nella sicurezza del sempre, quando sei certo che quella persona sarà per sempre al tuo fianco, che non ti mancherà mai qualunque cosa tu faccia, comunque tu ti ponga nei suoi confronti. è allora che tutto pian piano si smorza, che ci si comporta come se quella persona avesse smesso di sentire, di vedere, di avere proprie idee o desideri.
    è allora che ci si allontana.
    non ti stare a preoccupare di pavimenti e lasagne, contano ma non sono fondamentali, non pensare ai tacchi alti e alle camicie da notte sensuali, benchè te ne consigli l’uso cum grano salis, perchè, altrimenti, anche a quello ci si abitua.
    ciò che conta davvero è la fiducia, la complicità, l’esserci per l’altro sempre e comunque quando ne ha bisogno: con gli occhi cerchiati, con le spalle stanche, con i capelli sporchi e
    le mani odorose di aglio.
    la parola magica, a mio parere, è proprio quella: complicità, senza pudori o ritrosie, senza barriere e corazze, senza difese.
    che poi sia per sempre o a termine questo non è dato sapere.
    l’importante, io credo, che il mentre.
    e, perdonami se mi permetto di parlarti così, non dimenticare mai, mai, mai che tu sei unica e preziosa, che ciò che hai, ciò che sai dare ti appartiene, fa parte di te e non dipende da chi hai accanto e che sei tu a donare quella parte di te che ritieni di offrire.
    perchè un piccolo spazio solo nostro bisogna pur conservarlo, un segreto, un mistero, un enigma irrisolto che appartiene soltanto a te.

  18. Orco tra post e commenti qui c’è da leggere cose belline per mesi!
    Questo è un altro blog di quelli bellini che generano commenti bellini.
    Rara Avis.
    Vabbè, te se mi sorella lo sapevi? Ma pure quella mejo! Perchè lavori e ti trituri, e io lavoro meno di te, e con tutto ciò dico, lo sai che c’è so fatta così.
    Che poi secondo me, al di la del tempo è vero. Ognuno è fatto a suo modo. A me è piaciuto molto il commento della Cope, io spero di andare avanti come lei. Poi non si sa, si vedrà. Ma non ho mai creduto nè alla faccenda del babu doll nè al suo contrario. Perchè il problema critico a un certo punto diventa la cosa bella, e bisogna vedere quale aggettivo prevale, e cioè la familiarità. Lui conosce nell’intimo quel tipo femminile che lei è, lei conosce nell’intimo quel tipo maschile che lui è. E questo fortifica o allontana. E poi boh verdespiritatì o la va o la spacca.
    A prescidere dalle sorti, chi sta meglio è sempre chi ha scommesso tutti i soldi, anziche fare lo sparagnatore de sentimenti.

  19. Insieme da 37 anni, due figli grandi, due lavori impegnativi, una vita abbastanza complicata e faticosa (soprattutto quando i figli erano piccoli!).
    Ma ancora felici insieme!…sai che ti dico? Se po’ fa’!

  20. anch’io mi faccio le tue stesse domande, sono spesso piena di paranoie e di sensi di colpa… xo’, quando riesco a ragionarci serenamente mi dico che, anche se non sono una maga ai fornelli (è molto piu’ bravo lui), spesso sono lunatica e ruvida, so ascoltare, ogni tanto “non vedo” il suo disordine e sono piu’ spesso io a lavare i pavimenti e a fare la spesa.
    come me, anche lui ha i suoi difetti.
    in genere dalle donne, come hanno già scritto in tanti, ci si aspetta tanto, a volte troppo. per gli uomini non è cosi’.

    se il tuo omino sta con te, vuol dire che vai bene così.

    quando chiedo al mio ragazzo “perchè stai con me, sono così diversa da te…” la risposta è semplice: ci sono vari “motivi”, ma soprattutto perchè sei tu.
    e finchè sarà cosi’, ci saranno sicuramente molti momenti difficili, paranoie (soprattutto mie), ma passeranno perchè “siamo noi”.

  21. Succede che le strade divergano, che la sicurezza diventi sonno, succede che non ci si voglia più mettere in gioco. Se non rischi non giochi, se non giochi non vivi.
    Mi impressionano sempre le coincidenze e le storie già scritte, ma penso che la vita è solo nostra e la scriviamo noi.

  22. idem, su tutto…
    e gli altri mettono paura anche a me con le loro storie fuori dal rapporto, da quando mi sono sposata non sento che storie simili…

  23. Mi sembra una “malattia” molto diffusa fra le donzelle…
    Se tutto va bene dovete per forza crearvi una ragione per stare male.

    Tranquilla, il tuo ometto ti vuole bene, se sta insieme a te è perchè sei “tu” che vuole.

    Non esistono tratti caratteriali giusti o sbagliati; tutto contribuisce a fare “te” e tutti questi aspetti formano la persona che piace al tuo ometto.

    Tranquilla e sii te stessa!
    —Alex

  24. Difficile aggiungere qualcosa che non sia stato già detto.
    Però.
    Non credo che un amore forte e coinvolgente debba essere solo fonte di sicurezze, al contrario. Niente si teme di perdere quanto ciò a cui si tiene.
    Non credo che il “vero amore” (che roba è?) si riconosca dal fatto di essere eterno, anzi mi pare una stronzata colossale. Quello che oggi è un grande amore potrebbe non esserlo in futuro, o non sopravvivere. Non importa, o meglio, sì che importa, ma nessuno può farci nulla.
    Non credo che serva costringersi a fare questo o quello. Ognuno di noi è fatto a modo suo. Si può dare attenzione ad alcuni particolari, certo, ma non snaturarsi.
    Non credo che esistano le “persone giuste”. Ogni coppia ha dinamiche sue, che cambiano negli anni, e non c’è affiatamento che non necessiti di essere tenuto vivo col tempo.
    Credo, questo sì, che serva capire da dove nasce il problema.

  25. Pure io sono d’accordo con la Cope. Stare insieme in due è tutto questo, è a volte pestarsi i piedi e a volte sentirsi inadeguati perchè sì, una fa disordine e l’altro mette a posto. Neppure io ho la corazza, in questo caso, ma ho fatto la mia scelta e sono consapevole di questo.
    Posso anche dire che amo mio marito perchè si incazza in un modo diverso dal mio, per motivi diversi dai miei, perchè stira quando io non ho voglia di farlo, perchè mi fa ridere quando meno me lo aspetto. E perchè ha scelto di condividere con me il suo spazio, ha rinunciato alla sua precedente tranquillità personale, alla sua routine per dividere la sua vita con me, e il mio casino.
    E viceversa.
    E se le prime volte io magari davo più importanza al coordinato slip-reggiseno e lui alla maglietta “da sotto” senza una piegolina, adesso abbiamo imparato che la sera possiamo starcene in terrazzo in tuta, con i piedi appoggiati sulla sedia di fronte, lo zampirone sul tavolo e il gatto ronfante sulle ginocchia fregandocene della polvere che c’è in soggiorno e delle magliette da sotto non stirate. Il domani chissà, ci saranno altri equilibri, ma nulla mi toglierà dalla mente che più di tacchi a spillo e dopobarba contano le piccole cose, comprensione e complicità, e godersi gli amici cari coltivati insieme.
    Non mi pare che sia poco.

  26. Ninfuccia, che discorsi sono questi? Guarda che l’OP ti vuole bene PROPRIO per il tuo essere cosi’ paciugona. Cambierai? Boh. Vorrai cambiare? Ri-boh. Perche’ invece che stare a triturarti i maroni con le pare non ti godi l’OP??? Goditi la tua felicita’, la tua normalita’ (butta via), il pigiamino di Hello Kitty (ecco, magari su questo potremmo discutere, sissi’). A raccogliere la cacca di jiji ti ci abituerai, no worries, e in piu’ magari non te ne sei accorta, ma sei gia’ amicaamanteconfidentepadronadicasa… pero’ lui se ne e’ accorto.

    Ed ora fila a dare una mano a fare le lavatrici, magari indossando un babydoll super sexy :-p

  27. 11 cm di tacchi? 😀

  28. caspita, è stato davvero detto tutto. Mi piacerebbe magari ripetere qualcosa, ma guardandoti negli occhietti belli, così vedresti che anche le cose meno “simpatiche” le direi con affetto e che quelle rassicuranti le direi col cuore.
    🙂
    Mai arrendersi, questo no. Sempre cercare di dare e…imparare a pretendere… 😉

    Nessuno è scontato, nei suoi pregi e nei suoi errori: anche per fondere la plastica ci vuole arte, eh!
    (baci)

  29. uh verdina cara…posso sottoscrivere pienamente tutto? sembrava che stessi leggendo i miei pensieri. in effetti pure io ho i pigiami con le mucche, mi addormento sul divano e sono iper-disordinata, mentre lo zdoro è l’equivalente dell’op. e mi spaventa un sacco sentire che sto facendo più o meno tutto in modo sbagliato, secondo ciò che si dovrebbe fare per mantenere viva la scintilla (una volta ho detto a mia mamma che lo zdoro mi stava vedendo con la faccia tutta massacrata perchè avevo appena schiacciato un brufolo: me ne ha dette di tutti i colori). ma, e dico ma: è possibile solo minimamente che forse forse noi i rapporti li vogliamo vivere in questo modo e abbiamo trovato patnersvs che la pensano come noi e provano le stesse cose? sinceramente, per te e per me, mi auguro di si. un bacio e speremo ben

  30. Tutto bene, VS? ci manchi, anche a noi umili commentatori senza blog 🙂
    ps. questo post potrei averlo scritto io. Davvero. Baci e stai su, che chi ti legge capisce quanto vali, forse anche più di te nei momenti NO! abbraccio solidale

  31. Somehow i missed the point. Probably lost in translation 🙂 Anyway … nice blog to visit.

    cheers, Primer.

  32. Chi non teme di perdere qualcosa di così prezioso, magari proprio non ritenendosi adeguato, incapace di dare quell’apporto indispensabile affinché “duri” e duri bene?
    E la diversità, insieme alla lealtà, all’onestà, alla complicità, all’umanità, all’attenzione quotidiana, all’essere insieme davvero, rende speciale un Amore e non c’è scelta se non reciproca.
    Sicuro è che non si è mai stufato né mai ritenuto pesante i tuoi atteggiamenti che qui avevi scritto, che ciò che ha fatto l’ha fatto per Amore, per natura, per reciproca reale serenità, perché è il senso di insieme; perché la protezione di un Amore così e di una donna come te, diventata Donna sotto il suo sguardo quotidiano, è stato fondamentale per un futuro insieme.
    Nessuna paranoia ha impedito che continuasse. L’eventuale corazza avrebbe comunque ceduto a tanto.
    E se per caso tornerai un giorno qui a leggere questo stupendo post, pensa che, se fosse stato capace, avrebbe saputo –insieme a te- dimostrare al mondo che non è vero che dopo vent’anni s’è detto e fatto tutto e c’è bisogno di trovare altrove stimoli per sentirsi vivi.
    Per sentirsi vivi e per esserlo sempre, ci vuole impegno ed attenzione e un Amore come il vostro.
    Ché crescere qualcosa di importante è possibile ma non è scontato.
    Saperlo mantenere è il trucco.

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