Dietro le palpebre, tra una ciglia e l’altra

Vedo immagini piccoline, fiori che saltellano, stelline che brillano e occhi lucidi per la commozione. Cerco di afferrare ciò che osservo ma le ciglia mi nascondono la completa visuale. 

Allora mi siedo sul prato, con la testa tra le mani e la fronte appoggiata sulle ginocchia e penso che così forse non mi vedrà nessuno, che posso finalmente piangere senza domandarmi se sia giusto o meno farlo, senza preoccuparmi delle reazioni altrui, senza sapere – e nemmeno volerlo fare – se posso permettermi la debolezza di lasciarmi andare, ora, alle mie emozioni.

Vorrei che il tempo della razionalità non arrivasse così in fretta, vorrei liberarmi dal groppo in gola e scorgere le immagini più grandi tra le ciglia.

Ancora una volta vorrei essere diversa e ancora una volta mi dico che non potrei.

Mentre di nuovo il senso di inadeguatezza mi ha chiuso la pancia. 

Eppure sorrido perchè io sorrido sempre.

Provo anche a convincermi che non sia colpa mia ma forse non sono davvero all’altezza e dovrei smetterla, alla soglia dei trent’anni di crederci ancora.

…aspetto quello sguardo come una bambina la notte di Natale aspetta i regali.

Aspetto e indosso le ali di tulle per cucinare.

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~ di verdespirito su febbraio 23, 2009.

14 Risposte to “Dietro le palpebre, tra una ciglia e l’altra”

  1. Non so da cosa parta questa tua inquietudine ma come tu stessa dici sei una persona che sorride sempre e questo dovrebbe darti la forza per affrontare le eventuali nuove difficoltà che la vita ti ha posto davanti.
    un abbraccio

  2. io credo verdina che non siamo noi ad essere inadeguati, in fondo. sono le situazioni che ci troviamo ad affrontare, le situazioni nelle quali ci mettiamo noi stessi per qualche motivo, o che comunque dobbiamo gestire, che sono fuori misura. non siamo onnipotenti, nessuno di noi, purtroppo ci sentiamo sempre come se dovessimo esserlo. e poi le cose e le persone cambiano, nel tempo, e magari non sono più adatte a noi, non perchè noi siamo incapaci, siamo semplicemente diversi e non ci troviamo più in quella situazione. o addirittura quella situazione è troppo poco per noi, ci va stretta, siamo cresciuti.
    a meno che tu non stia cercando di vincere il nobel per la fisica, o di strappare una parte in un film a nicole kidman, è più probabile che sia quella cosa che ti turba a non essere adatta a te, piuttosto che il contrario….

  3. anatroccolo sì, hai ragione tu, il sorriso è la mia conquista quotidiana, ma a volte diventa un’arma a doppio taglio. Credo comunque che sia anche uno dei miei più grandi tesori 🙂

    animuccia, azz! E io che volevo la parte nel sequel di eyes wide shut ;-)) forse è vero, le situazioni in cui ci troviamo a vivere spesso sono inadeguate…perché improvvise, perché non siamo pronti, perché non siamo stati capaci di guardare la realtà. Vorrei solo sapere cosa fare, vorrei conoscere la soluzione e smetterla di farmi lunghe arrampicate sulle pareti lisce della mia testolina…

  4. ma anche la realtà cambia, e anche le persone con cui interagiamo hanno un loro percorso, nel tempo, non è detto che tu non sia stata capace di guardare la realtà. magari allora la realtà era quella, e i tuoi interlocutori in quel momento erano così, avevano desideri e idee nelle quali ti riconoscevi….poi è cambiato….bisogna accettare questo, credo. non darsi colpe, non sentirsi inadeguati, semplicemente eventualmente sentire che una certa cosa non va bene o non va più bene per noi, in quanto altro da noi, non in quanto noi non siamo in grado.
    e poi non hai una testolina, e le sue pareti non sono lisce.
    ci vuole pazienza e ascolto di se stessi e osservazione di quello che ci circonda e alla fine la soluzione si trova…

  5. Inadeguata a cosa, mia cara?
    A qualcosa che magari non senti nemmeno tua, a un modo di essere che non ti appartiene?

    D’accordo, non si può tirare giudizi dall’esterno, però sapessi quanto a lungo e profondamente è capitato a me, di sentirmi inadeguato, e di dissimulare. Eppure, con fatica e dolore, in mezzo ai cocci della mia vita messa sottosopra, sono dovuto arrivare alla conclusione che non era vero, ero adeguato – ma ad una vita diversa.

    Qualche volta bisogna accettarsi e volersi bene per come si è.
    Qualche volta fa anche bene un sorriso in meno, e un po’ di rabbia in più.

  6. è che quando schiacci forte gli occhi con le ginocchia, dietro le palpebre compaiono quegli enormi mostri senza forma, fatti di macchie di luce scura che si agitano.
    ma non è che li hai fatti tu, a se allenti un pochino la pressione sui tuoi occhi, anche se non scompaiono, anche se non se ne vanno, capisci che non è sempre colpa tua.
    e allora se ne vale la pena si inizia a cercare una soluzione, ma la trovi solo se sai di non essere tu il pezzettino che non entra nel puzzle…o almeno non l’unico…

  7. c’è una grossa conquista che, secondo me, tu hai già fatto. E’ riuscire a mettere nero su bianco questo: “ancora una volta mi dico che non potrei”.
    La consapevolezza ed il coraggio di essere come si è, mettendosi si in discussione, ma anche essendo profondamente consci.
    E tu, lasciamelo dire, sei una piccola meraviglia. (pure senza alette di tulle)

  8. eh… mi sa che le risposte non te le fornisce nessuno… anzi, quando arrivi ad avere le risposte, poi la vita ti cambia tutte le domande…

  9. è quella voglia di qualcosa che non sappiamo cos’è che ci trasmette un’inquietudine interiore…
    ci si gira da ogni parte alla ricerca di un qualcosa che ci faccia esclamare…ecco quello che cercavo…
    e il tempo passa, ed intorno nulla di nulla
    momenti…

  10. come andiamo lì?

  11. uh! non avevo letto finora! CREDEVO AVESSI ABBANDONATO IL BLOGGHINO…un bacino, spero si sia risolto tutto…

  12. Alla soglia dei trent’anni? Fa bene sedersi a piangere sulle ginocchia ogni tanto, serve a buttare la zavorra che impedisce di alzarsi di nuovo ed è giusto farlo. E comunque capita anche alla soglia dei quaranta, non ti preoccupare…

  13. toc? toc toc?
    TOCCCCC
    TOOOCCC

  14. inadegguata alle persone?
    forse non ti senti capita? amata?

    a volte mi sento io cosi, mi sembra che hai descritto me, è incredibile. e ho 30 anni.
    credo che certe insicurezze che abbiamo sempre avuto, non perderemo mai.

    forse dovremmo capire che non siamo noi sbagliati, ma gli altri – quelli che ci fanno sentire cosi…

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